Politica e Sanità

nov252021

Covid-19, boom di contagi l'Europa si mobilita. Ecco il quadro degli interventi

L'Europa è malata sempre più gravemente, con oltre 2,5 milioni di contagi, quasi 30mila decessi nell'ultima settimana e una tendenza in aumento. Soprattutto perché, ha rilevato l'Oms, il 45-47% della popolazione europea non è vaccinata, così come la maggior parte delle persone in terapia intensiva. Una situazione per la quale si riaffacciano le restrizioni per salvare le feste di Natale.

In Francia è esploso il tasso di incidenza nei bambini tra i 6 ed i 10 anni: 340 casi per 100.000 abitanti, mentre la media nazionale per gli adulti è di 191. Il governo ha preparato uno schema di contromisure basato sul rafforzamento del distanziamento e del Green pass e sull'accelerazione della campagna di richiami vaccinali, che saranno annunciati domani dal ministro della Salute Olivier Veran, con l'obiettivo di "salvare le feste", ha anticipato il portavoce del governo, Gabriel Attal.
In Germania, dove gli esperti stimano che l'incidenza del Covid sia fuori controllo (impressionante il record di quasi 67mila nuovi contagi), la cancelliera Angela Merkel si è convinta della necessità di una linea durissima. Tanto da proporre, in un incontro riservato con Spd, Verdi e Liberali, un lockdown immediato fino all'8 dicembre, secondo quanto riporta la Bild. La proposta però è stata respinta dai leader del prossimo governo, che evidentemente temono proteste. "La situazione è seria", ha ammesso il futuro cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz, limitandosi però ad annunciare la costituzione di un'unità di crisi sulla pandemia.
La Slovacchia invece non ha avuto dubbi nell'andare fino in fondo ed ha imposto un lockdown generale per 15 giorni. Perché bisogna fare i conti con il più alto numero di infezioni pro capite del mondo: oltre 10.300 nuovi casi in 24 ore, su 5 milioni e mezzo di abitanti. "Un provvedimento impopolare ma assolutamente inevitabile", ha sottolineato la presidente Zuzana Caputova. In Olanda il ritorno ad un semi-confinamento ha scatenato la violenza dei no vax, ma il premier Mark Rutte non è disposto a fare marcia indietro.
Di nuove strette si ragiona anche nell'Europa centro-orientale, che paga un enorme ritardo sui vaccini (basta citare il 24% di popolazione immunizzata della Bulgaria rispetto all'86% del Portogallo). La Repubblica Ceca valuta l'obbligo per alcuni gruppi e categorie di persone. In Polonia il governo, finora cauto sulle chiusure, ha fatto sapere che potrebbe invertire la rotta se il tasso di infezione non inizierà a diminuire entro la metà di dicembre.
Per scongiurare un inverno di passione si è mobilitata anche la Commissione Ue, che presenterà le nuove linee guida sui viaggi. L'idea è di passare da un approccio basato sul Paese di provenienza e le eventuali quarantene ad uno incentrato sul Green pass, che potrebbe avere una validità fissata a 9 mesi.
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