Politica e Sanità

apr142022

Covid-19, allo studio vaccino contro più varianti. In autunno probabile richiamo annuale

Le somministrazioni del secondo booster sono aperte dal 12 aprile ma, intanto, si pensa già a settembre quando la minaccia del virus potrebbe ripresentarsi. Si ragiona di estendere la possibilità di un'altra dose estesa ad altre fasce della popolazione o a tutti, questa volta pensata appositamente per contrastare le mutazioni del virus. Il vaccino pan-coronavirus è l'obiettivo. «Avrà tempi più lunghi ma non troppo più lunghi. Intanto arriveremo al prossimo richiamo con un vaccino adattato, con o senza virus influenzale, in autunno». È la linea di previsione annunciata dal direttore generale dell'Aifa Nicola Magrini, con ancora in sospeso il punto se si renderà necessario per l'intera popolazione, o solo gli over 50 (o 60). La pandemia globale «è una emergenza da cui stiamo uscendo».

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha iniziato a monitorare due nuove sotto-varianti di Omicron: BA.4 e BA.5. Le due varianti, identificate per la prima volta in Sudafrica rispettivamente a gennaio e febbraio, per il momento hanno una diffusione molto limitata. Non è però chiaro se le mutazioni aggiuntive conferiscano loro un ulteriore vantaggio in termini di trasmissibilità o di capacità di eludere la risposta immunitaria. Le due varianti erano state inserite nei giorni scorsi anche nei monitoraggi della UK Health Security Agency e dell'ECDC. Secondo i dati dell'agenzia britannica al 25 marzo la variante BA.4 era stata identificata in Sudafrica (41 casi), Danimarca (3), Botswana (2), Inghilterra (1) e Scozia (1). Della variante BA.5 sono stati isolati invece 27 campioni, tutti in Sudafrica. «Per queste varianti, sono disponibili prove sulle proprietà genomiche, epidemiologiche o in vitro che potrebbero implicare un impatto significativo sulla trasmissibilità, gravità e/o immunità; realisticamente potrebbero avere un impatto sulla situazione epidemiologica nell'Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo. Tuttavia, le prove sono ancora preliminari o associate a grande incertezza», si legge nel report ECDC. Albert Bourla, presidente e Ceo Pfizer, fa sapere che la sua azienda potrebbe sviluppare un vaccino contro Omicron entro l'autunno. «È facile fare qualcosa solo contro Omicron - sottolinea - Ma è scientificamente e tecnicamente più impegnativo» un vaccino «efficace contro tutte le varianti note finora, senza la necessità di vaccini diversi per diverse varianti».

Così, mentre le aziende farmaceutiche si mettono alla ricerca di un vaccino contro tutte le varianti emerse, si riflette sulla platea degli italiani invitati a ricevere il secondo richiamo in autunno, quando si presume che i contagi torneranno a moltiplicarsi. Potrebbe essere esteso agli ultra 50enni oppure agli ultrasessantenni sani. «L'autunno sarà un momento delicato e difficile, perché ci saranno le condizioni favorevoli per la propagazione del virus e ci sarà un'attenuazione della protezione vaccinale in tutta la popolazione», osserva Walter Ricciardi, docente di Igiene e Medicina preventiva all'università Cattolica e consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, in un'intervista a 'Il Messaggero'. «Speriamo di avere dei vaccini onnicomprensivi, perché i vaccini che oggi abbiamo non proteggono in maniera completa e gli anticorpi monoclonali, tranne in un caso, non si sono rivelati efficaci contro il virus», spiega. «I risultati dei nuovi vaccini sperimentali arriveranno in autunno, dobbiamo solo aspettare - sottolinea - Quando arriveranno i nuovi vaccini sarà consigliabile un richiamo per tutti».
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