Politica e Sanità

nov222018

Contratto e risorse carenti i medici incrociano le braccia per 24 ore

La rivendicazione di finanziamenti adeguati per il Fondo sanitario nazionale, assunzioni per garantire il diritto alla cura e il diritto a curare, il rinnovo del contratto nazionale di lavoro fermo da oltre 10 anni. Per queste ragioni, e non solo, domani i medici del Servizio sanitario nazionale (Ssn) incroceranno le braccia per 24 ore e si asterranno dal lavoro medici, veterinari e dirigenti sanitari. Alla protesta aderiscono tutte le principali sigle sindacali di categoria, incluse le maggiori, Anaao e Fp Cgil Medici. Nella giornata di sciopero nazionale sono decine le manifestazioni in programma in tutta Italia mentre a Roma le sigle sindacali hanno organizzato una conferenza stampa per dare voce alle proprie ragioni. I sindacati di categoria avevano inizialmente proclamato due giornate di sciopero ma la prima, prevista per il 9 novembre, è stata revocata a causa di problemi interpretativi delle norme che regolano il diradamento delle giornate di sciopero in sanità. Per venerdì prossimo, però, la protesta è confermata e sono prevedibili disagi negli ospedali e per i cittadini anche se, come previsto per legge, «sarà garantita la continuità delle prestazioni indispensabili».

L'agitazione riguarderà, dunque, il personale appartenente alla dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa del Ssn. Varie le motivazioni alla base della protesta, a partire dall'insufficienza del finanziamento previsto per il Fondo sanitario Nazionale 2019, in relazione alla garanzia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e agli investimenti nel patrimonio edilizio sanitario e tecnologico. Ma anche il mancato incremento delle risorse destinate alla assunzione del personale della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria. Inoltre, l'esiguità delle risorse assegnate al finanziamento dei contratti di lavoro, i ritardi amministrativi nei processi di stabilizzazione del precariato del settore sanitario e il mancato finanziamento aggiuntivo per i contratti di formazione specialistica. Allo sciopero parteciperanno anche gli specializzandi anestesisti, chiamati a raccolta dall'Associazione degli anestesisti e rianimatori (Aaroi-Emac). Per questo l'Aaroi-Emac invita gli specializzandi a rifiutarsi di sostituire gli specialisti aderenti alla protesta. A tal fine, in occasione dell'ultimo sciopero, fu inviata apposita segnalazione al ministro della Salute e al Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute.
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