Politica e Sanità

ott272021

Contagi sotto controllo a scuola. Gimbe: mascherine vanno tenute sempre e per over 12 bene vaccinare

«Nella scuola di mio figlio in una classe sono in quarantena dopo aver "accumulato" 12 casi di Covid su 25 alunni». Il sanitario ci parla dal Napoletano, molti casi di coronavirus partono da scuole elementari, medie, licei. In Calabria il 6% delle classi sono state spostate in didattica a distanza, e la proporzione in effetti è quella, a livello nazionale secondo il ministero dell'Istruzione sono state poste in quarantena per Covid 24 mila classi su 400 mila. Ma attenzione: i dati sono controversi.

Da una parte la Fondazione Gimbe ricorda che 1,2 milioni di studenti nelle classi di età 12-19 anni, pari al 27% andrebbero vaccinati e non lo sono stati; ad essi si aggiunge un 5% con una sola dose. Insomma, un terzo è a rischio di prendere un coronavirus più facilmente (e più severo), posto che il virus circola anche tra vaccinati con doppia dose. Dall'altra parte, i dati ministeriali dicono che a differenza dello scorso anno i contagi tra gli studenti diminuiscono in queste settimane, sono stati 14.967 nella prima settimana di settembre, erano scesi a 11.649 tra settembre ed ottobre, sono scesi ancora a 8.857 tra il 4 e il 17 ottobre. E questo malgrado la tendenza a vaccinarsi in tutte le classi di età giovani sia in calo. È anche vero però, aggiunge la Fondazione Gimbe, che nelle ultime due settimane il 60% dei casi diagnosticati nella fascia d'età 0-19 anni si è verificato sotto i 12 anni, e che fino a 6 anni la mascherina in classe non si usa. In un report, Gimbe chiede cinque tipi di interventi per disinnescare definitivamente il rischio contagio a scuola: sopra i 12 anni incentivare gli studenti a vaccinarsi di più; sotto quell'età, migliorare il distanziamento per tutte le classi (rispettare il metro nelle "classi pollaio" spesso è impossibile), e l'aerazione, mantenendo l'uso della mascherina anche per i soggetti vaccinati al di sopra dei 6 anni e, là dove ciò non fosse possibile, ricorrendo al distanziamento tra i banchi.
Gimbe cita uno studio dei Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, dove si spiega che la mascherina abbatte la trasmissione anche se gli studenti sono tutti immunizzati. «Finché il tasso di copertura vaccinale fra studenti, personale scolastico e popolazione generale non avrà raggiunto percentuali più elevate - spiega il presidente Nino Cartabellotta - l'ipotesi di abbandonare le mascherine nelle classi con gli studenti immunizzati è troppo rischiosa, oltre a porre problemi di privacy sul controllo dello status vaccinale e a generare il rischio potenziale di discriminazioni». Altro problema, la sanificazione: se non c'è motivo di dubitare che banchi e lavagne siano disinfettati, bisogna chiedersi quante scuole abbiano acquistato "strumenti per aerare". Sebbene il Decreto Ministero Istruzione 16 agosto assegni 350 milioni, «il decreto legge 73/2021 affida areazione e ventilazione al mantenimento delle finestre aperte, la cui efficacia dipende dalla sensibilizzazione del personale scolastico, e che non deve venire meno per le condizioni meteo». Gimbe ricorda anche che la gestione dei mezzi pubblici non è stata inclusa nell'analisi, ma soprattutto chiede siano resi pubblici i dati di monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità sulla circolazione del Covid, che prevede una campagna di test a campione su 110mila studenti di "scuole sentinella" elementari e medie: da settembre le regioni dovrebbero essere alle prese con la sensibilizzazione delle famiglie sulla necessità di sottoporre alunni dai 6 ai 14 anni a test molecolare salivare. Un test che però ha bassa sensibilità (53-73%) in età pediatrica, è condizionato dal metodo di raccolta del campione, a seconda sia effettuato da operatori sanitari o tramite auto-raccolta, ed in alcune regioni è avviato meglio che in altre (ottimo il Veneto, ma non in tutte sono partite individuazione di 3 scuole a provincia e lettere alle famiglie per l'adesione. «Per monitorare e valutare l'efficacia delle strategie attuate - sottolinea Renata Gili, responsabile Gimbe della Ricerca sui Servizi Sanitari - è indispensabile rendere pubblici i dati di questi test di screening, oltre che il numero di studenti e classi progressivamente messi in quarantena».

A proposito di quarantena, le regole ora sono diverse; in estate il periodo minimo di isolamento fiduciario per i contagiati asintomatici e per i contatti stretti di contagiati è sceso da 14 a 10 giorni. E con le Indicazioni dell'Iss per individuare e gestire i contatti di casi Covid-19 a scuola, se in classe c'è un positivo Covid-19 la classe non va più automaticamente in didattica da casa, ma scatta una sorveglianza con test doppio, primo test subito, secondo dopo cinque giorni, se sono tutti negativi si rientra, se c'è un secondo positivo le sorti di vaccinati e non vaccinati si separano, i primi vanno in sorveglianza con testing, i non vaccinati e chi è uscito dalla malattia da oltre 6 mesi vanno in quarantena; se ci fosse un terzo caso positivo, tutta la classe va in didattica a distanza. Alle elementari, dove non ci sono vaccinati, si va in quarantena per esposizione a "caso Covid" nelle 48 ore precedenti, per 4 ore cumulative (esempio: due ore un giorno e due il giorno dopo con un maestro trovato positivo al tampone). E con la didattica a casa si pone, entro i 16 anni, una questione ulteriore: il congedo straordinario del genitore.

Mauro Miserendino
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>


chiudi