Politica e Sanità

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Chirurgia, per le donne una strada in salita. Uno studio analizza il fenomeno

Le donne che decidono di intraprendere la professione di chirurgo devono spesso affrontare una strada in salita: ambiente maschilista, esclusione dagli eventi, difficoltà a raggiungere le posizioni di vertice, scetticismo dei pazienti e salti mortali per rendere compatibile la vita professionale con quella familiare, sono tra i fattori che determinano il loro basso numero nel settore.

Il fenomeno è analizzato in uno studio comparso sulla rivista BMJ Open e coordinato da Maria Irene Bellini, che dopo la laurea, la specializzazione e un dottorato all'Università di Tor Vergata a Roma, sta completando la sua specializzazione in chirurgia dei trapianti all'Imperial College Healthcare NHS Trust di Londra.

Si tratta di un piccolo sondaggio condotto, attraverso Twitter e Facebook, su un gruppo di 81 donne appartenenti all'Associazione Chirurghi di Gran Bretagna e Irlanda: l'88% ha dichiarato di ritenere che la chirurgia fosse un campo dominato dagli uomini, con il 53% che citano traumatologia e chirurgia ortopedica come settore particolarmente sessista - è la percentuale più alta tra tutte le specialità mediche. Complessivamente, il 59% delle partecipanti ha affermato di aver sperimentato il sessismo.

Tutto ciò si riflette inevitabilmente sulla percentuale di donne tra i chirurghi nel Regno Unito: se nel 1991 si attestava su un incredibilmente basso 3%, anche oggi raggiunge appena il 12%. «Se continuiamo con questo ritmo - scrive l'autrice dell'articolo - ci vorranno oltre 100 anni prima che le donne e gli uomini siano ugualmente rappresentati in chirurgia. Non possiamo permetterci di continuare con un ritmo di cambiamento così lento»... ed evidentemente il problema non è solo britannico.

Per mettere fine a questo circolo vizioso, nel 2017 la stessa Bellini aveva lanciato la campagna sui social media #HowIBecameAWomanInSurgery: «Volevo far luce sui percorsi di formazione seguiti dalle donne che esercitano l'attività della chirurgia, in modo che più donne potessero essere ispirate a raggiungere le loro ambizioni in questo campo».

Infatti, secondo la dottoressa e ricercatrice, c'è una cultura che fondamentalmente scoraggia le donne a perseguire la carriera di chirurgo e uno dei fattori chiave per sovvertire questo aspetto è che ci sia una maggiore visibilità delle donne senior già inserite nella professione: «credo fermamente che non puoi essere ciò che non puoi vedere».
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