Politica e Sanità

ott102018

Bpco, approvata in Italia prima tripla associazione fissa in unico inalatore

Approvata in Italia la prima tripla associazione fissa extrafine, somministrata in un unico inalatore, indicata per il trattamento della broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). Il farmaco, a base di beclometasone dipropionato (corticosteroide antinfiammatorio per inalazione - ICS), formoterolo (broncodilatatore beta2-agonista ad azione rapida e a lunga durata - LABA) e glicopirronio (antagonista muscarinico a lunga durata - LAMA), rappresenta un'importante novità terapeutica per gli oltre 3,5 milioni di italiani, affetti dalla malattia ed è frutto della ricerca italiana. L'annuncio nel corso di una conferenza stampa a Milano promossa da Chiesi Italia, la Filiale italiana del Gruppo Chiesi, che ha messo in luce la necessità di una semplificazione anche nella comunicazione ai pazienti, spesso inconsapevoli della gravità della malattia, anche a causa del linguaggio tecnico associato alla Bpco.

La possibilità di assumere tre farmaci in un unico inalatore semplifica l'assunzione della terapia e migliora l'aderenza, ad oggi subottimale come sottolinea Antonio Spanevello, Professore di Malattie dell'Apparato Respiratorio, Università dell'Insubria - Istituti Maugeri. «Trattandosi di una patologia cronica e progressiva, ai fini di una corretta gestione della Bpco sono necessarie da un lato una diagnosi il più precoce possibile, dall'altro una somministrazione della terapia attenta e regolare da parte del paziente», sottolinea. «Nella Bpco» continua Spanevello «l'aderenza è ancora subottimale, intorno al 30%, anche a causa dell'utilizzo di più device per la terapia, oltre che di una tecnica inalatoria spesso errata. La disponibilità di un'opzione terapeutica che consente di utilizzare un inalatore unico con un'unica posologia rappresenta una semplificazione sostanziale per il malato, con ricadute molto positive sull'aderenza e sul successo della terapia». «Oltre al vantaggio di avere un unico device di somministrazione» aggiunge Alberto Papi, Direttore della Clinica di Malattie dell'Apparato Respiratorio, Università di Ferrara «altra peculiarità di questa tripla associazione fissa è la sua formulazione extrafine: i tre principi attivi sono erogati in particelle di piccole dimensioni, rispetto a quelle delle altre associazioni indicate per la Bpco. Ciò garantisce una distribuzione omogenea e una elevata deposizione in tutto l'albero bronchiale, comprese le piccole vie aeree, solitamente più difficili da raggiungere, e consente ai tre principi attivi di lavorare in sinergia a livello delle vie aeree, a tutto beneficio per il paziente».
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community