Politica e Sanità

gen112017

Boom di esonerati dalla corsia, inchiesta sui lavoratori del Ssn fa discutere

L'inchiesta di Repubblica che ha messo nero su bianco i numeri dei dipendenti pubblici e, in particolare, dei lavoratori del Ssn esonerati dalle proprie mansioni in virtù di altre meno "stressanti", non evidenzia di sicuro una situazione da primi della classe. Ma per il presidente dell'Omceo di Roma, Giuseppe Lavra, ci vuole prudenza prima di gridare allo scandalo visto le tante incongruenze del Ssn che alimentano e talvolta giustificano tale prassi. «Bisogna innanzitutto correlare questo fenomeno - spiega Lavra a DoctorNews33 - al fatto che il lavoro in corsia, e più in generale in ospedale, è usurante e altamente stressante, per non considerare poi il fatto che la maggior parte di questi lavoratori ha ormai un'età media elevata che si aggira intorno ai 56 anni. Ma bisogna anche considerare che se esiste la legge 104, non possiamo impedire che i lavoratori che ne hanno diritto, ne beneficino».

Proprio i numeri su Roma, riportati da Repubblica, evidenziano come al San Camillo, l'ospedale più grande della Capitale, su 2800 sanitari ben 500 sono dispensati dalle proprie mansioni. Un esercito di "esonerati", insomma. «Credo che non ci si debba scandalizzare di questo fenomeno o degli ultimi fatti di Nola, se poi nella quotidianità si fa finta di non vedere i tanti problemi che vivono gli ospedali italiani in cui vige una pessima organizzazione» sottolinea Lavra per il quale a pesare su una situazione già complicata di per sé è anche l'ingerenza della politica e dei suoi interessi. «La sanità italiana soffre questa presenza che spesso diventa molto ingombrante, condizionando scelte e cambiando il naturale corso delle cose. E quando ciò accade, alcuni fenomeni potrebbero gonfiarsi. Ma nonostante ciò, questa stessa politica si sente in diritto di giudicare e addirittura licenziare le vittime di un sistema che non funziona», precisa Lavra. Un meccanismo "vergognoso", secondo il presidente Omceo, che cerca solo capri espiatori da incolpare. È comunque proprio nella Capitale, secondo l'inchiesta di Repubblica, che si concentrerebbe la percentuale più alta dei cosiddetti prescritti, addetti del Servizio sanitario pubblico, esonerati da guardie, turni e contatti con i malati. Secondo i dati della Ragioneria generale dello Stato, riportati dall'inchiesta, si tratta di 16 addetti su cento (uno su sette), il doppio della media nazionale. Accade nelle tre aziende ospedaliere, San Camillo, San Giovanni e San Filippo Neri (ormai declassato a presidio), all'Umberto I, il più grande policlinico universitario d'Europa, e nella Asl del centro.


Rossella Gemma
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