Politica e Sanità

giu262022

Big data e salute, verso un mercato da 194 miliardi di dollari nel 2030

Big data e intelligenza artificiale sono destinati ad avere un'importanza crescente nella tutela della salute, al punto che in dieci anni il loro valore sul mercato globale è destinato ad aumentare dagli 8,23 miliardi di dollari del 2020 a 194,4 miliardi nel 2030, ma perché i dati riescano a dare un impulso effettivo servono regole più snelle, chiare e omogenee fra gli Stati membri dell'Unione Europea e all'interno dei singoli Stati. E' quanto emerge dal Libro Bianco sul futuro dei dati per la salute messo a punto da un gruppo di esperti europei e presentato a Bruxelles a esperti di intelligenza artificiale, aziende e istituzioni europee, ricercatori e associazioni di pazienti.

Uno spazzolino da denti che misura il glucosio progettato in Italia, lo smartphone che grazie all'app riconosce i segni della lebbra e Pillo, il piccolo robot che dà le pillole giuste al momento giusto, anche questo nato in Italia: sono alcuni esempi di come intelligenza artificiale e Big data possono aiutare a tutelare la salute presentati a Bruxelles, nell'ambito del convegno sul Libro Bianco.
L'app che riconosce le lesioni tipiche della lebbra è stata messa a punto in Brasile: il primo passo è stato raccogliere un grande numero di immagini sui segni della malattia, grazie alla collaborazione dei pazienti, e su questa base un sistema di intelligenza artificiale è stato addestrato a riconoscere le immagini segno della malattia. Un altro esempio è lo spazzolino da denti smart messo a punto da una startup italiana. Impugnandolo si possono attivare due misuratori: il primo rileva i livelli del glucosio, sostituendo così l'analisi del sangue con il pungidito; il secondo registra il tremore della mano, aiutando in questo modo a riconoscere i segnali di un'eventuale insorgenza precoce del Parkinson.
Sempre in Italia, un'altra startup ha messo a punto un robot, chiamato Pillo, che dà la medicina giusta al momento giusto. Sebbene la startup sia nata dall'Università di Genova, il piccolo robot non parla italiano: il complesso sistema di regolamentazioni italiano ne ha reso impossibile la sperimentazione nel nostro Paese, così dal 2019 Pillo è sul mercato degli Stati Uniti. Un altro esempio arriva dal Rwanda, dove gli esperti europei hanno aiutato il Paese a collaborare con un'azienda britannica specializzata in robotica per la messa a punto di un sistema intelligente che fa triage in chat, integrato con il servizio sanitario.
L'appello è per un "cambiamento culturale": "il ritmo dello sviluppo tecnologico permette di elaborare enormi quantità di dati in pochi minuti, estraendo conoscenze e approfondimenti eccezionali per la tutela della salute, mentre solo pochi anni fa questo avrebbe richiesto decenni. Dobbiamo sfruttare questa opportunità lavorando insieme per portare benefici a tutti", osserva il coordinatore del libro bianco Andrea Pescino, esperto di trasformazione digitale.


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