Politica e Sanità

lug152017

Autocertificazione di malattia, il Ddl apre a modifiche sostanziali. Ecco le novità

Sarà difficile vedere un'ipotetica legge prima di fine 2017. Ma la proposta del senatore Maurizio Romani (IdV) che istituisce l'autodichiarazione del lavoratore per i primi tre giorni di malattia, appoggiata - nelle intenzioni, non nelle soluzioni offerte- dai sindacati dei medici di famiglia, sta per aprirsi a modifiche sostanziali. Lo conferma lo stesso senatore Romani, il quale aveva dichiarato a DoctorNews a fine giugno che le autogiustificazioni d'assenza dei lavoratori avrebbero dovuto comunque essere spedite attraverso il medico di famiglia come le altre certificazioni, pur con diverso valore legale, poiché l'Inps consentiva di utilizzare il solo canale di accoglienza "istituzionale" aperto per i certificati d'assenza per malattia. In realtà l'informatica oggi offrirebbe qualche possibilità in più, rispetto al canale del "medico-postino", che continua a far evocare ai medici conseguenze ove loro "malati" fossero colti in flagrante, magari a fare un secondo lavoro. Fimmg Roma e Smi avevano ricordato come esista anche il canale parallelo della trasmissione dell'autodichiarazione al datore di lavoro e di qui all'Inps: va solo attivato.

Ora si fa avanti l'ipotesi di un dialogo diretto tra il lavoratore e l'Inps: ai tanti contribuenti che usano un Pin ordinario per conoscere il proprio stato contributivo, si aggiungono tra i potenziali mittenti tutti i cittadini in possesso di un Pin dispositivo Inps, inclusi i contribuenti di altri enti pensionistici. Basterebbero gli otto caratteri del Pin ad attivare un canale nel quale spedire l'attestazione direttamente all'Inps una volta avvisato il datore di lavoro che si ha un mal di testa o una colica. «Confermo che il disegno di legge è aperto a tutte le possibilità di migliorarlo», dice Maurizio Romani a DoctorNews. «Sia il canale del datore di lavoro sia quello della spedizione all'Inps tramite Pin dispositivo, da ottenere però in anticipo rispetto all'insorgere di un'ipotetica breve malattia, sono strade praticabili di cui abbiamo parlato con Snami e Fimmg e con gli esponenti sindacali che ho sentito. E' aperto pure il dialogo con l'Inps che però in questi giorni non mi ha dato novità». Quanto ai contenuti, Romani non è d'accordo con chi parla di legge che avvantaggia i furbetti, e può far crescere le assenze da 1-2 giorni. «È chiaro che i furbetti ci sono e ci saranno ma non possiamo privare i cittadini di un'opportunità che gli facilita la vita partendo da un'ipotetica prevalenza delle "mele marce". Chi fa assenze seriali è noto al datore di lavoro e viene inquadrato già alla prima autodichiarazione, sicché se arriveranno i controlli Inps avrà un doppio svantaggio. Primo, contro la parola del medico fiscale ci sarà solo la sua e non quella del medico di famiglia. E poi, anche a farsi trovare a casa, se per il mal di testa ripetuto (o altro) non provasse di essersi sottoposto ad accertamenti, ci sarebbero gli estremi per una valutazione severa».

L'iter per arrivare alla legge resta lontano: «Di qui a fine mese siamo alle prese con il decreto legge vaccini, se ne parla in autunno, e se non ci sono ostacoli, si entra nel vivo del dibattito prima di fine anno». Soddisfazione esprime il segretario Fimmg Lazio Maria Corongiu: evitare che il medico diventi il "postino delle certificazioni" «è un passo avanti che allineerà l'Italia ad altri Paesi avanzati. Il lavoratore va messo in condizione di gestire in autonomia un momentaneo impedimento al lavoro, con una finestra temporale stretta, e l'Inps è in grado già oggi di recepire in più modi la segnalazione e poterne verificare l''autenticità' attraverso metodiche statistiche». «Ci fa estremamente piacere che abbia prevalso la logica e che le nostre segnalazioni possano servire per snellire le procedure sia per il cittadino che per i medici già tanto oberati dalla burocrazia ormai imperante».


Mauro Miserendino
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