Politica e Sanità

mar172017

Assicurazioni, meno coperture da offrire ma conti più sostenibili

Il sanitario sarà sempre informato di quanto sta succedendo per un danno in cui è coinvolto, dovrà assicurarsi la rivalsa da parte dell'ospedale o dell'Asl in caso di colpa grave e la possibilità di azione diretta contro di lui per danno. Non potrà comunque essere condannato a risarcire più del triplo della retribuzione annuale. Questi i pungoli che la legge sulla sicurezza delle cure - approvata dalla maggioranza di governo con il plauso del ministro della Salute Beatrice Lorenzin - ha messo in campo per far tornare le assicurazioni tornino sul mercato italiano della responsabilità sanitaria. La legge prevede che ad assicurarsi la responsabilità civile verso terzi e verso prestatori d'opera (anche per danni cagionati dal personale) siano tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private. Resta ammesso che la struttura si autoassicuri. La copertura Rc della struttura si applica pure alla libera professione intramuraria o in con­venzione con il Servizio sanitario nazionale o svolta con telemedicina. Resta scoperto il medico che lavora fuori o in libera professione non intramuraria o se ha assunto esplicita obbligazione contrattuale con il paziente.

All'articolo 12 si scende nel dettaglio delle polizze. Intanto, il danneggiato fa richiesta risarcitoria direttamente all'assicurazione della struttura (10 anni di prescrizione) e/o del sanitario dipendente. La garanzia assicurativa dovrà operare per gli eventi accaduti nei 10 anni antecedenti la conclusione del contrat­to assicurativo ma solo se denunciati alla compagnia durante la vigenza temporale della polizza. Se il medico cessa l'attivitaÌ va previsto un peri­odo di ultrattivitaÌ della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta nel 10 anni successivi alla cessazione e riferite a fatti verificatisi nel periodo di efficacia della polizza, incluso il periodo di retroattivitaÌ della coper­tura. L'ultrattivitaÌ eÌ estesa agli eredi e non eÌ assog­gettabile alla clausola di disdetta. Non ci saranno più sanitari che ignorano di essere parti in una causa. Struttura e compagnia devono comunicargli via Pec o raccomandata A/R l'avvio di trattati­ve stragiudiziali entro 10 giorni dalla denuncia del danneggiato, e invitarlo a pren­dervi parte. Se non lo fanno sono precluse le azioni di rivalsa o di responsabilità amministrativa. Entro giugno un decreto MiSe dirà con quali criteri l'Ivass dovrà vigilare sulle compagnie che intendano stipulare polizze con le strut­ture e i sanitari.

Un secondo decreto MiSe in estat determinerà i requisi­ti minimi delle polizze assicurative individuando classi di rischio cui far corrispondere massimali differenziati e definendo requisiti minimi di garanzia per l'autoassicurazione per la quale le strutture devono prevedere in bilancio un fondo rischi e un fondo costituito dagli accantonamenti preventivi delle somme dei risarcimenti relativi ai sinistri denunciati. Un terzo decreto individuerà quali dati sulle polizze pubblicare nei siti web, cosa scrivere e come accedere alle informazioni, e un quarto dirà quanto versano le compagnie al Fondo di garanzia per i danni da responsabilitaÌ sanitaria che andrà istituito, ed alimentato con una parte dei premi Rc versati; le compagnie versano questa quota allo Stato che la riassegna al Fondo che sarà gestito dalla Concessionaria servizi assicurativi pubblici (Consap) tramite convenzione con Ministero Salute. Nei limiti delle sue di­sponibilitaÌ, il Fondo concorrerà a risarcire o il danno che ecceda i massimali previsti dai contratti o l'eventuale insolvenza di una compagnia o l'assenza di copertura dovuta a recesso o cancellazione dall'albo dell'impresa assicuratrice.
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