Pianeta Farmaco

mag192017

Asco, attesi progressi in medicina personalizzata e immunoterapia con farmaci nuovi e combinati

C'è molta attesa per la presentazione di due studi di particolare rilevanza all'imminente congresso dell'American society of clinical oncology (Asco), che si terrà a Chicago dal 2 giugno al 6 giugno prossimi. Si tratta di "Aphinity", relativo a pertuzumab nel trattamento del carcinoma mammario in stadio iniziale, e "Alex", riguardante alectinib nel tumore al polmone. In entrambi i casi è già noto che si è evidenziato un miglioramento clinico in confronto ai rispettivi trattamenti standard. Altrettanta attesa suscitano i risultati iniziali di alcuni studi parte di un ampio programma di sviluppo oncologico con i farmaci immunoterapici di nuova generazione, compreso il primo anticorpo bispecifico per le cellule T. Tornando ad Aphinity (A randomized comparison of chemotherapy plus trastuzumab plus placebo versus chemotherapy plus trastuzumab plus pertuzumab as adjuvant therapy in patients with HER2-positive early breast cancer), è uno studio randomizzato di fase III per la valutazione di pertuzumab in associazione con trastuzumab e chemioterapia come trattamento adiuvante per le pazienti con carcinoma mammario Her2-positivo in stadio iniziale: un trial condotto in collaborazione con il Breast international group (Big), il Breast european adjuvant study team (Brest) e la fondazione Frontier science (Fs). Anche lo studio Alex (Alectinib versus crizotinib in treatment-naive advanced Alk-positive non-small cell lung cancer: Primary results of the global phase III Alex study) è un trial randomizzato, multicentrico, in aperto, di fase III che confronta alectinib con crizotinib in persone affette da carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) Alk-positivo non trattato in precedenza.

Pertuzumab e alectinib sono solo due dei farmaci sviluppati da Roche, che approderà negli Usa complessivamente con 20 farmaci approvati o in fase di approvazione, oltre a 190 abstract che comprendono due "late breakers" e 24 presentazioni orali, a conferma del grande impegno di ricerca e sviluppo dell'azienda di Basilea in oncologia. A tale proposito, se molti progressi sono già stati fatti negli ultimi anni nell'area dell'immunoterapia oncologica, attualmente l'obiettivo è quello di mettere a disposizione dei pazienti una nuova generazione di farmaci immunoterapici, attraverso il costante studio di nuove vie per rafforzare la risposta del sistema immunitario contro il tumore: in quest'ambito rientra la comunicazione all'Asco dei risultati preliminari del primo anticorpo bispecifico dei linfociti T (Cea-Cd3) per il trattamento dei tumori Cea-positivi, tra i quali il carcinoma colorettale metastatico (mCrc). Si ricorda che il marker tumorale Cea (antigene carcino embrionale) è una proteina che può esser prodotta in grandi quantità dalle cellule di diverse forme tumorali, come colon-retto, polmone, mammella, fegato, pancreas, stomaco, ovaie e che ad oggi viene utilizzato in pratica clinica come marcatore per la tipizzazione iniziale del processo neoplastico e monitorare l'insorgenza di recidive.

I dati relativi al primo anticorpo bispecifico dei linfociti T sono frutto di due studi di fase I attualmente in corso in cui Cea-Cd3 Tcb è impiegato in monoterapia o in associazione con un alto immunoterapico, atezolizumab. Da citare ancora, tra le comunicazioni di Chicago relative ad altri farmaci antineoplastici del gruppo elvetico, quelle relative a ipatasertib (studio Lotus sul ca mammario triplo negativo) e ad atezolizumab, sperimentato contro diverse forme tumorali (carcinoma a cellule renali metastatico, ca mammario metastatico triplo negativo, cancro polmonare non a piccole cellule (Nsclc) anche in fase avanzata e cancro endometriale avanzato/recidivante).
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