Politica e Sanità

mar92018

Arriva l'ospedale di comunità, ai medici le responsabilità cliniche. Ecco quali

La clinica al medico (in primis di famiglia) e l'organizzazione all'infermiere; il distretto vigila sulla gestione e Regione-Ministero Salute monitorano le cartelle cliniche online: si delinea il modello nazionale di ospedale di comunità in Conferenza stato-regioni. Un successivo decreto classificherà le prestazioni eseguite e ne disciplinerà le tariffe, ma intanto arriva la nuova struttura: può sorgere ex novo, in casa della salute, dalla riconversione di un ospedale o di una sua porzione, o in una Rsa. Ogni OdC può avere massimo 2 moduli da 15-20 letti l'uno per un massimo di 40 letti che ospiteranno pazienti acuti o con riacutizzazioni di patologie croniche che necessitino di interventi sanitari a bassa intensità e di sorveglianza infermieristica continuativa non erogabile a casa. Potrà essere pubblico o privato accreditato. Non va confuso con Rsa, hospice ed altre residenze per disabili anche se può ospitare pazienti con deficit cognitivi in moduli ad hoc.

L'accesso - Nell'OdC può essere ammesso un paziente con risoluzione a breve termine, 15-20 giorni, indirizzato dal territorio o dimesso da ospedale o pronto soccorso o casa protetta/residenza sociosanitaria assistenziale. Deve avere diagnosi e prognosi già definita, con eventuale punteggio scala di valutazione e programma di trattamento già stilato e condiviso con la famiglia(tranne che se inviato da Ps). Per accedere serve la ricetta del medico di famiglia, pediatra se si è bambini, o dello specialista territoriale, medico di continuità assistenziale, medico ospedaliero pubblico o privato. Le modalità d'accesso devono essere tempestive ed avvalersi di scale standardizzate; è possibile una valutazione multidimensionale per esplorare percorsi dedicati post-dimissione.

Le responsabilità - Dal punto di vista igienico-organizzativo e gestionale è il direttore del Distretto o suo delegato a collegare i medici-responsabili clinici, gli infermieri-responsabili organizzativi ed assistenziali, e Ia direzione aziendale. Per i pazienti di tutta la struttura è responsabile un medico di medicina generale o di continuità assistenziale anche organizzato in gruppo, rete, Aft, Uccp; può essere pure un medico dipendente di struttura pubblica o privata accreditata o specialista ambulatoriale. C'è poi un coordinatore infermieristico responsabile organizzativo di ogni singolo modulo. La responsabilità assistenziale spetta all'infermiere; la copertura infermieristica è garantita nelle 24 ore, e va assicurata dagli infermieri anche la funzione di case-manager. Il medico deve assicurare un'ora di copertura settimanale per ogni ricoverato 6 giorni su 7 (no domeniche o festivi). L' operatore socio-sanitario, infine, è responsabile di attività e funzioni secondo le proprie competenze. Per ogni modulo ci devono sempre essere: di giorno l'infermiere coordinatore più un infermiere e due operatori sociosanitari; di notte un infermiere e un Oss. Per le urgenze c'è il 118 ma di notte la clinica "ordinaria" va assicurata dal servizio di continuità assistenziale a meno accordi regionali non prevedano turni con responsabili clinici attivabili direttamente. I processi assistenziali devono essere coerenti con i criteri di gestione del rischio clinico utilizzati dall'Asl.

I requisiti - Ci dev'essere un'area accoglienza con sala d'attesa ed almeno due servizi di cui uno per disabili; le camere possono essere singole (minimo 12 mq) o doppie (minimo 18 mq) e i servizi uno a camera, ma possono essere anche uno ogni quattro letti, nel secondo caso devono essere in comune tra due stanze e da entrambe accessibili; in ogni modulo ci dev'essere almeno una "stanza del caregiver" che passa la notte con il malato, da minimo 16 mq. Obbligatori poi: un locale a struttura per visite e medicazioni, un locale medici e uno per il coordinatore infermieristico; un locale a modulo per gli infermieri e per gli Oss, archivio, spogliatoi, deposito pulito e sporco. Possono essere esternalizzate lavanderia e pulizia, "meglio di no" la cucina.

Dotazione - Deve comprendere elettrocardiografo ed ecografo portatili, consentire saturimetria transcutanea, bronco-aspirazione, e vanno attivati accordi esterni per garantire esami del sangue, radiologia, riabilitazione. I letti devono essere accessibili da ogni lato. Medici e infermieri devono raccogliere informazioni sanitarie per i rispettivi ambiti su una cartella clinico-assistenziale integrata, inserita in un processo di informatizzazione che sarà monitorato da Ministero della Salute e Regione.

Mauro Miserendino


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