Politica e Sanità

set252018

Allergico 1 italiano su 4. Musarra (Aaiito): "Servono reti cliniche, terapie gratuite e informazione"

Un italiano su quattro è allergico e un allergico su due non riceve né diagnosi né terapia adeguata: numeri di un'epidemia sottovalutata dalle pesanti ricadute sociali, che rende urgenti adeguate risposte istituzionali. È l'allarme lanciato alla Camera dei Deputati dall'Associazione Allergologi Immunologi Territoriali e Ospedalieri (Aaiito), insieme a una serie di proposte da presentare a un tavolo ministeriale per la prevenzione e la gestione delle allergie.

Secondo i dati dell'Aaiito, il 20% degli italiani soffre di allergie respiratorie (asma e rinite allergica), il 3-4% degli adulti e il 10% dei bambini di allergie alimentari, inoltre sviluppano reazioni allergiche dall'1% all'8% dei 5 milioni di italiani punti da imenotteri ogni anno. Le allergie da farmaci colpiscono, invece, il 7% della popolazione e oltre il 20% degli ospedalizzati, oltre a essere la causa dell'8% dei ricoveri. Tutto questo ha anche un costo economico: uno studio ha stimato in 7,33 miliardi di euro quello per le sole malattie respiratorie allergiche nel 2013, tra 5,32 miliardi di euro in costi diretti sanitari e 2,02 miliardi di euro per le assenze da lavoro dovute alla malattia.

«Le allergie sono un'epidemia, perché una patologia che interessa un quarto della popolazione italiana non può essere considerata diversamente, e sono un'epidemia complessa, a volte fatta da patologie non sempre semplici, come si è invece abituati a credere», dice a Doctor33.itAntonino Musarra, presidente Aaiito. «Al di là delle allergie respiratorie, esistono quadri molto difficili da trattare di allergie alimentari, di anafilassi da veleni di imenotteri o da farmaci. Sono patologie che colpiscono tutte le fasce d'età, a volte poco conosciute perché sottovalutate dalla stessa classe medica e questo apre la strada a una serie di comorbidità a situazioni che peggiorano ed evolvono nel tempo portando a quadri a volte estremamente complessi. Serve una forte azione di formazione e di diffusione della conoscenza».

Mentre aumentano i pazienti, l'allergologia italiana è in crisi, con solo 13 strutture complesse (sotto lo standard minimo di 1 struttura ogni 2 milioni di abitanti), 58 strutture semplici e 150 allergologi titolari di specialistica ambulatoriale. Oltre la metà dei 180 specializzati in allergologia negli ultimi 5 anni non riesce a trovare lavoro nelle strutture di allergologia. «È paradossale, serve un piano strutturato che definisca bisogni e risposte», commenta il presidente dell'Aaiito, che ha proposto alla Società Italiana di Medicina Generale e a Federasma e Allergie Onlus di unire le forze per aprire un tavolo di confronto con ministero della Salute e Parlamento. «Proponiamo innanzitutto la costituzione di Reti cliniche nelle Regioni, con interventi di primo livello per le patologie più semplici e strutture di secondo livello ospedaliero o universitario dove instradare i pazienti con patologie più complesse. Vogliamo facilitare l'accesso alle cure abbattendo le differenze regionali e rendendo gratuite le principali terapie, soprattutto quelle salvavita, anche perché dobbiamo considerare che si tratta di patologie croniche. Servono poi progetti che favoriscano una diagnostica precoce delle malattie allergiche, anche attraverso la conoscenza del problema, come la campagna AllergicaMente (www.allergicamente.it)», aggiunge Musarra.

Quali sono le nuove frontiere di diagnosi e terapia nell'allergologia? «La diagnostica molecolare oggi ci consente la definizione del profilo allergologico del nostro paziente. Dal punto di vista terapeutico è altrettanto avanzato il processo di trattamento di alcune patologie. La cosiddetta medicina di precisione prevede un trattamento specifico per un determinato fenotipo di paziente, una personalizzazione possibile soprattutto grazie ai nuovi farmaci biologici e in particolare nei soggetti con asma severa», conclude Musarra.

Elvio Pasca


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