Politica e Sanità

ago22018

Aggressioni ai medici, formazione e nuovo Dg Aifa: il ministro fa il punto in audizione

La possibilità di ricorrere ai militari impegnati nell'operazione ''Strade sicure'' contro le aggressioni ai medici, potrebbe essere una soluzione tampone, "momentanea" contro «una situazione emergenziale: ci sono Pronto soccorso che settimanalmente registrano episodi di violenza e quindi, va dato un segnale. Non bisogna immaginare di tenere sempre questi presidi». Lo ha spiegato la ministra della Salute Giulia Grillo uscendo, a Palazzo Madama, dall'audizione Commissioni congiunte Igiene e Sanità del Senato e Affari Sociali della Camera. «Stiamo cercando di capire come aumentare i presidi di sicurezza. Da una parte ci sono le dotazioni di polizia, su cui ci vuole più tempo, perché sappiamo che esiste un deficit di organico, serve rimpolparlo e questo è già nel nostro programma. E dall'altra parte c'è la possibilità legata all''operazione ''Strade sicure''. Ho interloquito con la ministra Elisabetta Trenta e il ministro Matteo Salvini - riferisce - stiamo cercando di capire se è realizzabile».

Sul fenomeno delle aggressioni ai medici che «è un mio pallino», ha detto in audizione la ministra «stiamo facendo, insieme alle Regioni, una ricognizione per capire quali sono le aree più a rischio. Alcune le conosciamo. Al Sud, tra Sicilia e Campania ci sono ospedali che registrano settimanalmente aggressioni agli operatori sanitari. Non solo negli ospedali ma anche altre strutture, perché in generale è un fenomeno diffuso. Cercheremo anche, come è noto, di intervenire con un disegno di legge sull'aspetto punitivo perché non è tollerabile che personale in servizio debba interrompere il suo lavoro perché aggredito e quindi non possa continuare a soccorrere i pazienti che hanno bisogno del loro aiuto in ospedale». Grillo ha precisato ai parlamentari di non amare «il concetto di militarizzare. Ma i sanitari hanno paura di andare a lavorare. Aggredire un sanitario significa impedire alla struttura di rispondere».

Nel corso dell'audizione il ministro si è occupato anche della formazione post laurea per ribadire che «in Italia abbiamo medici che si laureano e si abilitano ma non possono esercitare la professione negli ospedali se non conseguono il titolo specialistico. È una follia. Abbiamo il paradosso di avere laureati in più rispetto ai posti di specialità». Grillo ha annunciato che proprio oggi si reinsedierà il Tavolo che si era occupato di questo tema nella precedente legislatura, un Tavolo che «mette insieme tanti soggetti». «Noi abbiamo uno schema che ricalca quello europeo - ha spiegato la titolare della Salute - far entrare i medici subito dopo la laurea e l'abilitazione direttamente in un percorso di formazione-lavoro, quindi una specie di ciclo continuo di ingresso dei medici nel mondo del lavoro senza bloccarli con questa specie di cesoia che c'è all'ingresso. Non è cosa che potremmo fare subito - ha concluso - ci sarà fase di transizione che stiamo discutendo con le regioni». Sul fronte dei vaccini, il ministro ha ribadito che «sarà il Parlamento ad affrontare il superamento del decreto Lorenzin sull'obbligatorietà delle vaccinazioni. Noi non abbiamo condiviso lo strumento della coercizione e della paura, e crediamo in altri strumenti che adotteremo» ha spiegato il ministro Grillo. Nel frattempo, però, ha aggiunto la responsabile della Salute «farò una serie di iniziative sia per monitorare le vaccinazioni sia per mantenere alte le coperture, con specifiche campagne di informazioni, specialmente sul morbillo e sui giovani adulti, la fascia di popolazione più colpita dall'epidemia». Infine, un cenno al nuovo Dg Aifa che «sarà nominato a breve, spero fra una settimana» ma comunque «prima di Ferragosto». E si sta lavorando con una procedura ''anti-raccomandazioni'' «tutti i dati della selezione saranno resi pubblici, ma solo dopo. Per evitare "interferenze"» ha spiegato il ministro.
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