Politica e Sanità

lug142017

Addio voucher, arrivano contratti occasionali limitati

I voucher sono superati. Grazie alla manovrina, per la badante che tiene un anziano fragile e per il prof o il bravo studente che fanno ripetizioni al figlio studente arriva il libretto di famiglia; per professionisti ed altre figure arriva il contratto di prestazione occasionale. Basta linkarsi all'Inps e versare le somme utili a coprire il contratto. Rispetto ai voucher o buoni-lavoro, utilizzati per ben 1,4 milioni di lavoratori nel 2015, ci si riferisce, specie nel libretto di famiglia, a un ventaglio di prestazioni definito, da cui sono sempre esclusi appalti, edilizia, cave, e costruito dialogando con l'Inps all'apposito sito delle prestazioni occasionali e non più acquistando buoni in tabaccheria o alla Posta.

Il libretto di famiglia - Ne è titolare un datore di lavoro-persona fisica, che non esercita attività libero professionale o d'impresa e chiede i servizi di una colf, un giardiniere, pulizie o manutenzione; assistenza domiciliare a bambini e persone anziane, malate o disabili; ripetizioni di lezioni a casa. In pratica, un badante può essere assunto a tempo, per una prestazione temporanea o di sollievo per massimo 2500 euro: ciascun lavoratore può incassare massimo 5000 euro con la formula "Lf" per prestazioni che nell'anno solare non possono durare oltre 280 ore complessive. Allo stesso modo, ciascun datore di lavoro può erogare con "Lf" un importo complessivo non superiore a 5 mila euro nell'anno solare. Il valore nominale di ciascun buono è 10 euro lordi per ora di prestazioni, che includono il contributo Inps gestione separata Inps (1,65 euro), il premio antinfortunistica e contro le malattie professionali (0,25 euro), il finanziamento degli oneri gestionali (0,10 euro), per un totale di 2 euro. Il valore netto del buono è quindi 8 euro contro 7,50 del voucher da 10 euro (la quota Inps era 1,30 euro ma costavano di più infortuni e oneri gestionali).

Il contratto di prestazione occasionale - Nel Cpo si limita l'ambito di applicazione a imprese e liberi professionisti con non più di 5 dipendenti a tempo determinato. Non possono attingervi le grandi imprese. Il compenso orario minimo è pari a 9 euro netti e 12,37 lordi e quello giornaliero non può essere inferiore a 36 euro (riferiti a prestazioni entro le 4 ore continuative nell'arco della giornata, salvo l'agricoltura). Non si possono attivare contratti oltre euro 5 mila netti annui e un committente può pagare un lavoratore Cpo con buono non oltre 2.500 euro nell'anno solare. Le prestazioni espletate non possono coprire oltre 280 ore complessive annue. Se i contratti sono rivolti a pensionati, studenti fino a 25 anni, disoccupati e cassintegrati l'importo tollerato con il Cpo cresce a 6.666 euro. Con il voucher il lavoratore poteva totalizzare fino a 7.000 euro netti l'anno, ma in un singolo rapporto non poteva superare 2.000 euro netti l'anno (3.000 se cassintegrato o titolare prestazioni sostegno al reddito). Non c'era limite per i committenti nell'uso dei buoni, si poteva far crescere un'azienda -anche edile - a suon di voucher. Diritti del lavoratore - Sia Lf sia Cpo contemplano tra i diritti del lavoratore: un riposo giornaliero, pause e riposi settimanali; assicurazione contro infortuni sul lavoro e malattie professionali; assicurazione per invalidità e vecchiaia, con iscrizione alla gestione separata. Prima questi diritti non erano specificati.
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