Politica e Sanità

gen122018

Aborto, dalla relazione del ministero numeri in calo

In diminuzione le interruzioni di gravidanza volontarie, per la prima volta il valore scende al di sotto dei 60.000 per le cittadine italiane. È quanto emerge dalla relazione annuale del Ministero della Salute sull'applicazione della Legge 194 del 1978. L'andamento in calo segue la tendenza degli ultimi tre anni, anche se è di entità minore rispetto al 2014 e in particolare al 2015. Il dato fornito dalla Relazione riguarda il 2016 ma la rilevazione è proseguita fino a ottobre 2017 per completezza dei dati. Il numero di aborti eseguiti riferito dalle Regioni è stato di 84.926, in calo del 3.1% rispetto al 2015, anno in cui fu registrato un -9.3%. Dato più che dimezzato rispetto ai 234.801 del 1982, anno in cui fu riscontrato il valore più alto in Italia. Il rapporto di abortività, ossia il rapporto tra il numero di aborti volontari su 1000 nati vivi, è di 182.4, con un decremento pari a 1.4% rispetto al 2015, quando il valore fu di 185.1.

Da considerare che in questi due anni i nati sono diminuiti di 7.910 unità. «La relazione attribuisce, almeno in parte, questo fenomeno alla eliminazione dell'obbligo di prescrizione medica per la contraccezione di emergenza ormonale, la pillola del giorno dopo e pillola dei cinque giorni dopo», commentano Mirella Parachini, Filomena Gallo e Anna Pompili, rispettivamente per Associazione Luca Coscioni e per Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto (AMICA). Secondo Parachini, Gallo e Pompili, visto l'aumento della vendita della pillola del giorno dopo, il ministero della salute dovrebbe eliminare «l'obbligo di prescrizione per le ragazze minorenni, permettendone la distribuzione gratuita nei consultori e nei poliambulatori».
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