Politica e Sanità

mar202017

Nuovi Lea, addetti ai lavori soddisfatti ma con riserva

Dopo quindici anni di attesa, con pubblicazione ufficiale in Gazzetta, sono ormai operativi i Nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza), cioè le prestazioni e i servizi che il Ssn deve garantire a tutti i cittadini in maniera uniforme sul territorio. Soddisfazione tra gli "addetti ai lavori" che, per anni, chiedevano al ministero competente la revisione dei parametri. Sebbene con qualche riserva. «La pubblicazione dei Lea in Gazzetta - commenta Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore di Omar - Osservatorio Malattie Rare - è l'ultimo passo di un iter di approvazione lungamente atteso. Occorre però non confondere un successo della politica e il formale completamento di un iter con la reale soddisfazione dei bisogni dei cittadini. Ciò che i malati rari, e come loro tanti cittadini attendono, non è il perfezionamento di un atto ma l'applicazione dei contenuti».

Se infatti i nuovi Lea sono entrati in vigore ufficialmente dal 19 marzo, non tutte le prestazioni saranno immediatamente disponibili ai cittadini. Intanto, lo stesso decreto prevede che l'elenco che include 110 malattie rare in più - tra le quali anche la Fibrosi Polmonare Idiopatica e la Sarcoidosi - sarà operativo solo sei mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta, quindi a settembre. Inoltre, la definizione di criteri uniformi per individuare modalità di erogazione di una serie di prestazioni demandate alle regioni e alle province autonome, spetterà a una serie di Accordi Stato-Regioni, ancora tutti da realizzare. «Per la comunità dei malati rari è un giorno di festa - conclude però Ilaria Ciancaleoni Bartoli - ma è anche il momento a partire dal quale sarà necessario vigilare sulla corretta e uniforme applicazione», conclude. Anche l'adroterapia, cura innovativa per i tumori resistenti alla radioterapia tradizionale e non operabili, entra definitivamente a far parte delle terapie offerte dal Sistema Sanitario Nazionale. Fino a oggi le cure con adroterapia erano erogate solo all'interno del Sistema Sanitario Regionale di Lombardia e Emilia Romagna e i pazienti provenienti da altre regioni potevano accedere alle cure solo dopo l'autorizzazione della propria Asl di residenza.

«L'inserimento dell'adroterapia nei nuovi Lea - spiega il presidente della Fondazione Cnao, Erminio Borloni - è un risultato importante perché mette a disposizione di tutti i cittadini una terapia avanzata sui cui l'Italia è all'avanguardia mondiale. Stimiamo che nel nostro Paese ci siano almeno 4500 pazienti oncologici ogni anno che necessitano dell'adroterapia come migliore risposta terapeutica alla loro malattia». Discorso più complicato per la partoanalgesia che secondo gli anestesisti rianimatori rimane un diritto non esigibile. «Le dotazioni organiche di Anestesisti Rianimatori negli Ospedali italiani non sono sufficienti per garantire la partoanalgesia in qualità e sicurezza secondo quanto previsto dal Dpcm sui Nuovi Lea pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 Marzo. "Giornata storica" è stato detto. Talmente storica - precisa Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale Aaroi-Emac - che la partoanalgesia resterà un diritto fantasma in molti ospedali. Come nella miglior tradizione della legiferazione italiana, i "diritti di carta" sono più importanti di quelli reali».


Rossella Gemma
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community