Politica e Sanità

feb82019

Numero chiuso medicina, il Miur valuta con attenzione la proposta di Ferrara

E' arrivata a Roma la proposta del rettore dell'Università di Ferrara, Giorgio Zauli, per il superamento del numero chiuso a Medicina. Lo ha fatto sapere nei giorni scorsi il Miur sottolineando come il ministero di Marco Bussetti «si sta muovendo, opportunamente coordinandosi con la Salute, per avviare a soluzione il tema sempre più impellente relativo alla necessità di nuovi medici per i prossimi anni». Un'apertura confermata dal viceministro Lorenzo Fioramonti in risposta a un'interrogazione in Commissione Cultura e Istruzione della Camera. «Stiamo lavorando, con il ministero della Salute» ha detto «per aumentare il numero dei posti disponibili per le immatricolazioni, così come abbiamo già fatto, nell'ultima legge di Bilancio, per i contratti di specializzazione medica. Stiamo, inoltre, verificando in che modo superare le criticità dell'attuale sistema di accesso al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia fondato su di una prova a quiz nazionale. Per questo approfondimento si terrà conto anche della sperimentazione proposta dall'Università di Ferrara e da altri atenei».

«Sull'accesso programmato» ha aggiunto «sussiste un nutrito contenzioso in merito alla prevalenza del diritto allo studio sulla necessità di programmare l'accesso in ragione del fabbisogno professionale e dei limiti dell'offerta formativa, stante le peculiarità dei corsi di laurea ad accesso programmato. Con l'occasione del dibattito parlamentare, vogliamo incoraggiare l'università a riflettere su un problema spinoso e urgente».

E dal fronte università si registrano posizioni contrastanti. Se da una parte il rettore dell'Università di Ferrara Giorgio Zauli sottolinea come «dopo 20 anni i 'nodi' della legge che introdusse il numero chiuso a Medicina sono venuti al pettine». Per Zauli è arrivato il momento di «ripensare l'accesso a Medicina e consentire agli atenei di "riappropriarsi di ciò che ci compete: siamo noi che dobbiamo selezionare i futuri medici», dall'altra per il rettore dell'università degli Studi di Milano, Elio Franzini «abolire il numero programmato in Medicina nelle condizioni attuali è oggettivamente utopia. Pur con tutti i limiti dei test di cui siamo perfettamente consapevoli».
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