Clinica

gen252012

Polimialgia: rischio cortisonici a basse dosi long-term

Il trattamento protratto della polimialgia reumatica con cortisonici a basse dosi si associa a gravi eventi avversi come osteoporosi, fratture e ipertensione arteriosa. Queste problematiche avvengono, nella maggior parte dei casi, dopo 2 anni di trattamento. Sono le conclusioni di uno studio retrospettivo effettuato dal gruppo di Maurizio Mazzantini dell'università di Pisa tramite la revisione delle cartelle cliniche di 222 pazienti affetti da polimialgia reumatica che erano stati seguiti con un follow-up medio di 60 mesi e trattamento con cortisonici per un periodo medio di 46 mesi. Si è notato che il 43% (n=95) dei soggetti aveva subito almeno 1 evento avverso dopo un periodo medio di terapia cortisonica di 31 mesi, corrispondenti a una dose cumulativa media di 3,4 g. Più in dettaglio, 55 pazienti avevano sviluppato osteoporosi, 31 fratture da fragilità ossea, 27 ipertensione arteriosa, 11 diabete mellito, 9 infarto miocardico acuto, 3 ictus, 2 arteriopatia periferica. L'analisi univariata ha dimostrato che la durata del trattamento cortisonico era significativamente associata all'osteoporosi, alle fratture da fragilità, all'ipertensione arteriosa e all'infarto acuto del miocardio, mentre la dose cumulativa lo era solo per le prime tre patologie, e non per l'infarto. Si è inoltre notato che gli eventi avversi erano occorsi con maggiore frequenza dopo 2 anni di trattamento. Secondo l'analisi multivariata, infine, la durata della terapia con glucocorticoidi risultava significativamente associata all'osteoporosi e all'ipertensione arteriosa, la dose cumulativa invece alle fratture da fragilità.
 
J Rheumatolog, 2012 Jan 15. [Epub ahead of print]


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