mar32009
Poco sale col rischio metabolico
Ridurre il consumo di sale introdotto con la dieta può aiutare nel controllo dellipertensione arteriosa. I benefici però sono più significativi per i pazienti con sindrome metabolicaRidurre lassunzione di sale è utile contro lipertensione, ma la risposta pressoria ai regimi iposodici non è uguale in tutte le persone. è importante identificare sottogruppi di popolazione che possono trarre maggior vantaggio da questo tipo dintervento. Si ipotizza, per esempio, che linsulino-resistenza sottostante alla sindrome metabolica si leghi a una risposta aumentata al consumo di sale. I soggetti con sindrome metabolica potrebbero essere quindi più sensibili alla riduzione del sale, come hanno voluto verificare gli autori di una nuova ricerca, condotta in Cina. I circa 1.900 cinesi di aree rurali studiati, dai 16 anni in su, avevano valori di sistolica tra 130 e 160 mmHg o di diastolica tra 85 e 110 o entrambi, e non erano diabetici. Sono stati sottoposti a una settimana di dieta a scarso contenuto di sale (3 g/die), seguita da una a contenuto elevato (18 g/die) e si è misurata la pressione arteriosa allinizio e ai giorni 2, 5, 6, 7 per ciascun intervento. Si è definita elevata sensibilità al sale la diminuzione media di più di 5 mmHg con dieta iposodica, o laumento di più di 5 mmHg con dieta ipersodica. Tra 1.885 partecipanti finali si è accertata la sindrome metabolica in 283, tendenzialmente più anziani, sedentari e di sesso femminile. Dopo vari aggiustamenti per età, sesso, BMI, fumo, i cambiamenti nei valori pressori sono risultati significativamente maggiori nei soggetti con sindrome metabolica che in quelli senza, per entrambi i regimi dietetici. Inoltre, in confronto a chi non presentava fattori di rischio per la sindrome metabolica, chi ne presentava almeno quattro aveva una probabilità aumentata di 3,5 volte di sensibilità elevata al sale nel regime iposodico e di 3,1 in quello ipersodico. Questo suggerisce dunque che la riduzione del sale nellalimentazione possa essere particolarmente importante nella riduzione dellipertensione quando cè un rischio multiplo per la sindrome metabolica.
Lancet online February 16, 2009 DOI:10.1016/S0140-6736(09)60144-6