Pianeta Farmaco

ott112018

Tumore seno metastatico, arriva in Italia nuovo standard di trattamento in prima linea

È disponibile e rimborsabile per le pazienti italiane ribociclib, inibitore selettivo delle chinasi ciclina-dipendenti 4/6 (CDK 4/6), nuova classe di farmaci che, in aggiunta alla terapia ormonale nelle donne con tumore al seno avanzato HR+/HER2-, hanno dimostrato di migliorare i risultati ottenuti con la sola terapia ormonale e di prolungare la sopravvivenza libera da progressione. Lo annuncia una nota di Novartis che sottolinea come il farmaco, Kisqali il suo nome commerciale, con la sua indicazione in prima linea rappresenta per queste pazienti un nuovo standard di trattamento. Sebbene non si possa parlare di guarigione, sottolinea la nota, quella del tumore al seno metastatico è, grazie ai progressi della ricerca scientifica, una realtà sempre più "gestibile". Le nuove opzioni terapeutiche consentono al medico oggi un controllo via via sempre maggiore della fase definita "sopravvivenza libera da progressione". Questo significa più tempo per le pazienti. Ma non solo, significa anche più tempo con una buona qualità di vita, perché si tratta di terapie con un livello di tossicità più contenuto ed effetti collaterali meno impattanti.

«Si parla» ha spiegato Lucia Del Mastro, Università degli Studi di Genova, Ospedale Policlinico San Martino «di opzioni terapeutiche in grado di aumentare l'efficacia dei trattamenti anti-ormonali standard. Questo vuol dire avere a disposizione per queste donne un trattamento che è in grado di mantenere sotto controllo la malattia per un periodo di tempo molto più lungo rispetto a quello che era possibile ottenere con le opzioni precedenti. Allo stesso modo anche per i medici l'introduzione degli inibitori selettivi delle chinasi ciclina-dipendenti come ribociclib rappresenta la possibilità di effettuare un trattamento caratterizzato da un'efficacia superiore che allo stesso tempo prevede una bassa tossicità, consentendo a queste donne di poter vivere una vita pressoché normale pur continuando ad effettuare un trattamento per la loro malattia metastatica».
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