Pianeta Farmaco

ago22018

Tumore polmone non a piccole cellule, arriva in Italia terapia target

È disponibile anche in Italia alectinib, laterapia target sviluppata da Roche e approvata da Aifa per il trattamento in prima linea dei pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) positivi per il riarrangiamento di Alk e anche per il trattamento di pazienti affetti da Nsclc Alk-positivo in stadio avanzato, precedentemente trattati con crizotinib. Lo rende noto l'azienda precisando come la pubblicazione della determina Aifa del 31 luglio 2018 in Gazzetta Ufficiale rende di fatto alectinib, farmaco orale altamente selettivo, ora prescrivibile nel nostro Paese. Il Nsclc, continua la nota, è la forma più comune di tumore del polmone e rappresenta l'85% circa dei casi di carcinoma polmonare. Il riarrangiamento di Alk si manifesta indicativamente nel 5-7% dei pazienti affetti da Nsclc avanzato. Questa patologia rimane, ancora oggi, una delle neoplasie più complesse che gli oncologi si trovano ad affrontare, responsabile ogni anno di 1.6 milioni di decessi al mondo.

Il farmaco ha dato risultati migliori rispetto ad altri inibitori di ALK ad oggi disponibili, in termini di efficacia anche a livello delle metastasi cerebrali, le quali fino ad oggi non riuscivano ad essere controllate con l'attuale standard of care (crizotinib). Questi risultati positivi, che sono valsi alla molecola lo status di Farmaco Innovativo da parte di Aifa, sono emersi dallo studio di fase III Alex, nel quale alectinib, usato come prima linea di trattamento, ha dimostrato di ridurre del 57% il rischio di progressione della malattia o morte triplicando la mediana della sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto a crizotinib (34,8 vs 10,9 mesi). Lo studio ha inoltre dimostrato come alectinib sia in grado di ritardare l'insorgenza di metastasi cerebrali, riducendo del 84% il rischio di progressione di malattia a livello encefalico. Il farmaco ha raggiunto importanti traguardi anche in termini di tollerabilità: i dati dimostrano che, a fronte di una maggiore durata di trattamento nei pazienti trattati con alectinib si è registrata una percentuale minore di eventi avversi di grado 3-5 (45% vs 51% con crizotinib). Questi risultati dello studio di fase III Alex sono frutto di un importante sforzo che ha coinvolto 161 centri in 31 Paesi, tra cui l'Italia.

«Il nostro Istituto ha partecipato allo studio Alex, che ha portato alla commercializzazione del farmaco. Abbiamo provato la sensazione di avere tra le mani una molecola che avrebbe per sempre cambiato la storia dei pazienti affetti da Nsclc che presentano il riarrangiamento di ALK»ha affermato Marina Chiara Garassino, Responsabile Struttura Semplice Oncologia MedicaToraco Polmonare - Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Milano. «Abbiamo visto pazienti stare meglio in pochi giorni, metastasi cerebrali scomparire senza la radioterapia, ma soprattutto abbiamo visto i pazienti condurre normalmente la loro vita per lunghissimo tempo, come se non ci fosse alcuna malattia. Questo è importante soprattutto se si considera che molto spesso si tratta di pazienti in giovane età. Tutto questo è bellissimo per noi come medici e per i nostri pazienti».

Alectinib, conclude la nota Roche, grazie ai risultati ottenuti e la conseguente approvazione da parte di AIFA, apre nuove orizzonti per la cura dei pazienti, ponendosi come potenziale nuovo standard of care per il trattamento in prima linea del carcinoma polmonare NSCLC ALK positivo. Questo tipo di tumore è rilevabile solamente tramite test molecolari, per questo motivo, il test ALK assume importanza fondamentale perché riesce ad identificare il riarrangiamento del suddetto gene, permettendo agli specialisti di prescrivere al paziente la terapia target più adeguata.


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