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nov252021

La scelta del trattamento delle infezioni respiratorie e della cute

Le infezioni respiratorie e della cute rappresentano un frequente motivo di richiesta di intervento medico. La scelta, tra le opzioni disponibili, di un trattamento efficace delle infezioni batteriche, sia delle alte che delle basse vie respiratorie, deve tenere conto che queste possono essere causate da un'ampia gamma di patogeni.

A tale proposito è stata confermata l'efficacia clinica ad ampio spettro d'azione antimicrobica di claritromicina (1). Nel caso, per esempio, della rinosinusite acuta - infiammazione della mucosa nasale e dei seni paranasali della durata massima di 4 settimane (2) - e delle riacutizzazioni di sinusite cronica - causa di congestione nasale, aumento della quantità e della viscosità delle secrezioni, dolore facciale e affaticamento (3) - claritromicina mostra un'elevata attività battericida contro gli agenti eziologici responsabili della maggior parte di queste condizioni, ovvero il cosiddetto "infernal trio" (Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae e Moraxella catarrhalis) e alcuni patogeni emergenti (Mycoplasma pneumoniae e Chlamydia pneumoniae) (4). In particolare, claritromicina migliora i segni e i sintomi nel corso del trattamento della sinusite cronica (3,5), con risultati superiori rispetto a un comparatore attivo in termini di guarigioni (6). Un analogo profilo favorevole di efficacia si riscontra per questo antibiotico nel trattamento delle faringiti acute (7). La faringite da streptococco del gruppo A è la causa più comune di faringite batterica acuta, responsabile del 5%-15% delle visite dovute al mal di gola negli adulti e del 20%-30% nei bambini (7). Oltre alla malattia acuta, la faringite streptococcica è importante perché può portare a disturbi post-infettivi non suppurativi della febbre reumatica acuta con o senza cardite, nonché a glomerulonefrite post-streptococcica (7). Agenti eziologici responsabili della faringite acuta sono: Streptococcus pyogenes, Virus, Chlamydia pneumoniae, Mycoplasma pneumoniae (8). Nella faringite streptococcica, claritromicina determina tassi di successo clinico del 91-98% e tassi di eradicazione batteriologica dell'88-100% (9). Il macrolide si rivela efficace anche in caso di riacutizzazioni della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), caratterizzata da una persistente limitazione al flusso aereo, e i cui sintomi caratteristici sono la dispnea cronica ed evolutiva, la tosse e l'espettorato (10). Le riacutizzazioni della BPCO - che ha una prevalenza del 7,6% nella popolazione generale (11) - e la presenza di comorbilità contribuiscono alla gravità complessiva nei singoli pazienti (10). I principali agenti eziologici associati alla riacutizzazione della BPCO (12), rispetto ai quali claritromicina è altamente battericida - sono: Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae e Moraxella catarrhalis. Claritromicina si è dimostrata efficace anche nelle infezioni delle basse vie respiratorie e, in particolare, nell'eradicare i patogeni target nelle riacutizzazioni della BPCO (13), con tassi del 90-92% per S. pneumoniae e del 79-79% per H. influenzae (9). Una metanalisi di trial randomizzati controllati (Rct) nelle riacutizzazioni della BPCO ha dimostrato che gli antibiotici di I linea (amoxicillina, ampicillina, trimetoprim e sulfametoxazolo) sono associati a un tasso inferiore di successo rispetto a quelli di II linea quali macrolidi e amoxicillina/clavulanato (OR: 0,51) (14). Da ricordare, ancora, come nella polmonite acquisite in comunità (15), tra le cause primarie di morte in tutto il mondo (16), i macrolidi sono fortemente raccomandati in: 1) pazienti ambulatoriali in buone condizioni di salute e senza terapie antibiotiche nei tre mesi precedenti; 2) pazienti ambulatoriali in presenza di comorbilità come patologie croniche cardiache, polmonari, epatiche o renali; diabete mellito; alcolismo; neoplasie; asplenia; patologie immunosoppressive o uso di farmaci immunosoppressivi; o terapie antibiotiche nei tre mesi precedenti (in questo caso selezionare un antibiotico alternativo appartenente a una classe diversa) in associazione a un beta-lattamico. Infine, grazie alle sue caratteristiche di farmacocinetica e farmacodinamica, claritromicina determina minori eventi avversi gastrointestinali (17,18) e minori sospensioni del trattamento (18) rispetto ad altri farmaci comparativi.
Riguardo alle infezioni della pelle e degli annessi cutanei, claritromicina è indicata nel trattamento di forme di gravità lieve-moderata di impetigine, erisipela, follicolite, foruncolosi e ferite infette. L'impetigine è un'infezione batterica che coinvolge la pelle superficiale. La presentazione più comune è costituita da croste giallastra - a volte dolorose o pruriginose - sul viso, sulle braccia o sulle gambe. (19). È tipicamente dovuta a Staphylococcus aureus o Streptococcus pyogenes (20). Il trattamento consiste nell'utilizzo di impacchi antisettici e la successiva rimozione di ogni crosta, associato alla somministrazione di antibiotici orali come I macrolidi. L'erisipela è un'infezione batterica relativamente comune dello strato superficiale della pelle (derma superiore), che si estende ai vasi linfatici superficiali all'interno della pelle, caratterizzata da un'eruzione cutanea rialzata, ben definita, tenera, rosso vivo, tipicamente sul viso o sulle gambe, ma che può verificarsi ovunque sulla pelle. È una forma di cellulite ed è potenzialmente grave. È solitamente causata dai batteri Streptococcus pyogenes, noti anche come streptococchi β-emolitici di gruppo A, attraverso una rottura della pelle come da graffi o una puntura di insetto. La terapia si basa principalmente sulla somministrazione di antibiotici (prevalentemente macrolidi). La follicolite è l'infezione e l'infiammazione di uno o più follicoli piliferi. La condizione può verificarsi ovunque sulla pelle coperta di capelli. L'eruzione cutanea può apparire come brufoli che arrivano a punte bianche sul viso, sul petto, sulla schiena, sulle braccia, sulle gambe, sui glutei o sulla testa (21). La foruncolosi è una follicolite profonda, ossia un'infezione del follicolo pilifero. È più comunemente causata dall'infezione da parte del batterio Staphylococcus aureus, con conseguente area gonfia dolorosa sulla pelle causata da un accumulo di pus e tessuto morto. La maggior parte delle infezioni umane sono causate da ceppi di S. aureus coagulasi-positivi. È possibile trattare la zona interessata dal foruncolo, o da gruppi di foruncoli, mediante terapia antibiotica.

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