Pianeta Farmaco

lug92018

Infezione da Clostridium difficile, Ok Aifa al primo farmaco che previene recidive

L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato in regime di rimborsabilità, in fascia H, bezlotoxumab, il primo medicinale indicato per la prevenzione delle recidive di infezione da Clostridium difficile nei pazienti adulti ad alto rischio di recidiva. Ad annunciarlo Msd Italia, consociata italiana di Msd, nota come Merck & Co. in Usa e Canada.

L'infezione da C. difficile è una tipica infezione nosocomiale. È particolarmente diffusa negli ospedali e nelle strutture a lunga degenza (ad esempio le case di riposo), e colpisce principalmente i soggetti immunocompromessi e gli anziani. Si tratta di un batterio Gram-positivo sporigeno, che produce tossine in grado di danneggiare la mucosa intestinale causando diarrea, anche grave. Attraverso un'appropriata terapia antibiotica è possibile debellare il batterio ma le tossine possono persistere nell''organismo e, dopo qualche settimana dal termine della terapia, in un caso su 42 possono ricominciare a replicarsi provocando la ricomparsa dei sintomi: le cosiddette recidive.

Dopo la prima recidiva, fino al 45-65% dei pazienti è a rischio di nuovi episodi, con una conseguente, progressiva debilitazione dell'organismo che aumenta il rischio di morte del 41%. Oltre l'80% dei decessi dovuti alle recidive da C. difficile si verifica in pazienti di età superiore ai 65 anni. Bezlotoxumab è un anticorpo monoclonale concepito per legarsi alla tossina B prodotta dal Clostridium difficile, neutralizzandone l'attività: in associazione alla terapia antibiotica per il C. difficile, rappresenta un alleato in grado di consentire la prevenzione della recidiva di infezione. Il farmaco è infatti in grado di ridurre di circa il 40% le recidive, abbattendo del 53% il rischio di riospedalizzazioni correlate alla patologia.

Un approccio che «comporta anche una sensibile riduzione dei costi di gestione della patologia e consente di innescare un circolo virtuoso che porta a un migliore controllo della diffusione dell'infezione e a un minore utilizzo di antibiotici», commenta Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di Msd Italia.


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