Pianeta Farmaco

nov232022

Farmaci per Covid-19, nuovi dati sull'efficacia nella vita reale

Due studi pubblicati sul British Medical Journal forniscono prove aggiornate sull'efficacia dei trattamenti contro COVID-19 nel mondo reale. Il primo studio, condotto in Inghilterra da Bang Zheng, della London School of Hygiene and Tropical Medicine, e dal suo gruppo di lavoro, tra dicembre 2021 e febbraio 2022, ha avuto carattere osservazionale.
I ricercatori hanno utilizzato cartelle cliniche e certificati di morte di adulti ad alto rischio con COVID-19 per confrontare l'efficacia del trattamento anticorpale sotrovimab con il farmaco antivirale molnupiravir. Così facendo, hanno scoperto che chi aveva ricevuto sotrovimab mostrava un rischio sostanzialmente inferiore (46%) di esiti gravi di COVID-19 rispetto a chi aveva ricevuto molnupiravir, entro 28 giorni dal trattamento. Risultati sulla stessa linea anche quando limitati a persone completamente vaccinate, e dopo un'ulteriore analisi dei pazienti trattati tra febbraio e maggio 2022, quando la variante BA.2 di Omicron era dominante in Inghilterra. Le recenti linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità raccomandano di non utilizzare sotrovimab; tuttavia, entrambi i farmaci sono attualmente disponibili per l'uso in Inghilterra. I ricercatori affermano che il loro lavoro fornisce la prova dell'efficacia di sotrovimab rispetto a molnupiravir, e supporta il fatto che sotrovimab rimane benefico nei pazienti completamente vaccinati, che ora rappresentano la maggioranza della popolazione di pazienti COVID-19 in molti contesti. Il secondo lavoro, uno studio randomizzato e controllato guidato da Meg Jardine, della University of Sydney, ha coinvolto 787 pazienti ricoverati in ospedale in Australia e India da maggio 2020 a novembre 2021, con una malattia prevalentemente lieve, tanto da non necessitare di ossigeno. Di questi, metà aveva ricevuto bloccanti del recettore dell'angiotensina, farmaci ampiamente usati per trattare l'ipertensione e le malattie cardiache, e l'altra metà un placebo, in entrambi i casi per 28 giorni. Questi particolari farmaci sono stati scelti perché agiscono regolando la stessa proteina, l'angiotensina, utilizzata dal coronavirus per entrare nel corpo, e in laboratorio hanno mostrato una potenziale protezione contro i gravi effetti del virus. Tuttavia, dopo 14 giorni di trattamento, prevalentemente con 40 mg/giorno di telmisartan, i ricercatori non hanno riscontrato differenze significative nella gravità della malattia tra i due gruppi.

BMJ 2022. Doi: 10.1136/bmj-2022-071932
https://doi.org/10.1136/bmj-2022-071932
BMJ 2022. Doi: 10.1136/bmj-2022-072175
https://doi.org/10.1136/bmj-2022-072175
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