Pianeta Farmaco

dic202018

Farmaci, nuovo modello per determinare i prezzi. Prima conferme di efficacia

Un innovativo modello di determinazione dei prezzi, presentato in un articolo su New England Journal of Medicine Catalyst, propone di non imporre un prezzo alto ai medicinali fino a quando non ne viene stabilita con certezza l'efficacia. «Gli Stati Uniti spendono troppo per l'assistenza sanitaria e ottengono troppo poco in cambio. Questa disparità è ben nota, ma è meno chiaro cosa fare a riguardo» spiega Dana Goldman, prima autrice del lavoro. Da tempo produttori e assicuratori fanno affidamento su un modello basato sul prezzo per dose, che secondo i ricercatori limita l'accesso a terapie innovative ma costose e distorce le decisioni dei medici e dei pazienti. Una tariffazione del farmaco basata sul valore potrebbe offrire una soluzione, ma deve superare alcuni fondamentali problemi, tra cui il fatto che spesso produttori e payers non sono d'accordo sull'efficacia di un nuovo farmaco e che gli studi clinici iniziali danno solo informazioni imperfette sull'efficacia a lungo termine, che verranno integrate a posteriori. Legare il rimborso farmaceutico ai risultati nei pazienti sembrerebbe quindi una soluzione ovvia, ma il monitoraggio dei risultati dei singoli individui è troppo complesso, e verrebbero penalizzati i farmaci che non curano la patologia ma gli effetti collaterali, diminuiscono il dolore o migliorano la mobilità. «Noi proponiamo un approccio diverso che lega i prezzi al valore, ma toglie la necessità di monitorare l'efficacia in ogni paziente. Questo è un approccio in tre parti (Tpp) che crea un sistema a livelli con prezzi che variano su intervalli di tempo fissi» afferma Goldman. In base a questo piano, i produttori accetterebbero di lanciare un farmaco a prezzo basso, con la possibilità di un aumento significativo dopo una finestra prestabilita per osservare l'efficacia. Questa garanzia anticipata rimuoverebbe l'incentivo per il produttore a far pagare il prezzo più alto possibile inizialmente, in quanto una maggiore diffusione permetterebbe la raccolta di un maggior numero di dati. In un secondo momento, il prezzo del farmaco verrebbe stabilito in base al rendimento in modo da premiare i ricercatori e gli imprenditori per gli investimenti economici e di studio. In un terzo, e ultimo periodo, il prezzo del farmaco dovrebbe scendere per rendere il prodotto interessante da questo punto di vista anche nel lungo periodo. Gli autori sottolineano però che anche questo modello presenta possibili problemi, tra cui la necessità di un contratto a lungo termine con il produttore, ma si dicono certi che porterebbe diversi vantaggi.

NEJM Catalyst 2018
https://catalyst.nejm.org/three-part-pricing-drug-model/


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