Ricerca

nov232016

Emicrania, nuove prospettive terapeutiche con anticorpo monoclonale ad azione specifica

Si sta aprendo una nuova era nel trattamento dell'emicrania: è in fase ormai avanzata di studio un anticorpo monoclonale, erenumab, capace di bloccare in maniera estremamente specifica il recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (Cgrp) che si ritiene giochi un ruolo centrale nel mediare il dolore dell'emicrania. Un'ulteriore conferma delle prospettive terapeutiche aperte da questo nuovo farmaco, nato dalla collaborazione fra Novartis e Amgen, viene dai risultati dello studio STRIVE, un trial clinico multicentrico di fase 3 in doppio cieco, randomizzato, controllato verso placebo che si proponeva di verificare sicurezza ed efficacia di erenumab nella prevenzione dell'emicrania episodica. Lo studio, che prevedeva di valutare due differenti dosaggi del farmaco (70 o 140 mg somministrati una volta al mese), ha visto la partecipazione di 955 pazienti che al momento del reclutamento presentavano da 4 a 14 giorni di emicrania al mese (media 8,3 giorni). End point primario dello studio era la variazione del numero medio mensile di giorni in cui i pazienti soffrivano di emicrania rispetto a quello riferito al momento del reclutamento; rientravano invece fra gli end point secondari una riduzione di almeno il 50% del numero di episodi mensili di emicrania rispetto al basale, la variazione del numero di giorni di assunzione di una terapia antiemicranica specifica e l'effetto sulle attività quotidiane e sui punteggi di compromissione delle attività fisiche. I 955 pazienti sono stati randomizzati a ricevere un placebo o uno dei due differenti dosaggi del farmaco per un periodo di sei mesi. La valutazione è stata effettuata nel corso degli ultimi 3 mesi di studio durante i quali si è registrata una riduzione di 3,2 e di 3,7 giorni rispetto al basale nei due gruppi trattati rispettivamente con 70 e con 140 mg di erenumab, e di 1,8 giorni nel gruppo che aveva ricevuto il placebo. La terapia è risultata ben tollerata e il profilo di sicurezza del farmaco è risultato analogo al placebo.

Gli effetti indesiderati più spesso riferiti erano rappresentati da rinofaringite, sinusite e infezioni delle prime vie respiratorie. I risultati dello studio STRIVE confermano quelli di ARISE, il primo trial di fase 3 condotto per verificare l'efficacia di erenumab nella prevenzione dell'emicrania episodica, e quelli di studi di fase 2 che avevano dimostrato l'efficacia del nuovo anticorpo monoclonale nella prevenzione dell'emicrania cronica. In particolare lo studio ARISE, in cui 577 pazienti erano stati randomizzati a ricevere 70 mg di erenumab una volta al mese o un placebo, aveva dimostrato la possibilità di ridurre di 2,9 il numero di giorni mensili con emicrania rispetto alla riduzione di 1,8 osservata nel gruppo placebo. Sicurezza ed efficacia di erenumab nella prevenzione dell'emicrania sono in fase di valutazione all'interno di una serie di studi attualmente in corso nell'ambito di un programma di ricerca che comprende l'esecuzione di una serie di trial randomizzati in doppio cieco controllati verso placebo.


Franco Marchetti
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community