Pianeta Farmaco

feb232021

Dolore cronico colpisce il 21,7% della popolazione. Le proposte per migliorare la gestione dei pazienti

Mal di schiena, dolore muscolo scheletrico e dolore provocato da patologie croniche. Sono queste le principali condizioni associate al dolore cronico che colpisce il 21,7% della popolazione italiana. Con l'obiettivo di individuare le azioni necessarie per trattare in maniera equa e adeguata il dolore cronico, nasce il "Manifesto sul dolore. Le proposte per una migliore gestione dei pazienti con dolore cronico", promosso da Sandoz con il coinvolgimento delle Società scientifiche e delle Associazioni dei pazienti.

Nel particolare, sono quattro le aree di miglioramento individuate: la raccolta dei dati relativi al paziente con dolore cronico; il rafforzamento del network fra i clinici; la formazione del personale medico; la promozione di una "cultura" del dolore cronico, attraverso corretta informazione ed empowerment del cittadino. «Sappiamo che l'accesso alla terapia del dolore è ancora molto disomogeneo sul territorio nazionale - afferma l'on. Paolo Siani, membro della XII Commissione Affari Sociali -. Affinchè questa iniquità venga sanata dobbiamo agire sulla formazione del personale sanitario. Il trattamento farmacologico è fondamentale per la gestione del dolore cronico, ma deve inserirsi all'interno di un percorso complessivo di presa in carico del paziente in cui sono presenti anche interventi non farmacologici di supporto emotivo e psicologico, familiare e sociale, includendo anche, se richiesto dal paziente, un aiuto di natura spirituale». Definire una chiara linea di intervento a livello nazionale attraverso un riordino della materia didattica dei percorsi universitari è un'altra delle azioni proposte dal Manifesto: «Molte università hanno inserito dei crediti formativi in terapia del dolore nell'ambito dei loro corsi ma non è ancora abbastanza: non può essere un'opzione, deve essere un obbligo per tutti gli atenei - sottolinea Franco Marinangeli, della Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) -. La nostra società sta lavorando anche sulle linee guida a livello nazionale ma è fondamentale lavorare a livello regionale, a fianco dei medici di medicina generale».
La legge n.38 del 2010, che riconosce il dolore cronico come una patologia che necessita di una propria specifica rete di assistenza e cura, è un importante passo avanti, ma, come sottolinea Tiziana Nicoletti, del Coordinamento nazionale delle Associazioni malati cronici e rari (Cnamc): «A dieci anni dalla sua approvazione, il 72,1% dei cittadini non conosce la Legge 38 e il 40% delle persone non è a conoscenza delle cure attuabili, anche se quasi il 90% delle sindromi dolorose sono trattabili. Risulta evidente una carenza di informazione tra medico e paziente, per questo è fondamentale che si rafforzi e intensifichi la formazione in primis dai medici».

A partire da queste evidenze, il Manifesto suggerisce l'organizzazione di campagne di awareness con risonanza nazionale a livello istituzionale in cui siano coinvolte le Società scientifiche e quelle dei pazienti. «Siamo molto felici della partecipazione dei massimi esperti nella terapia del dolore alla definizione del Manifesto e del grande interesse mostrato dalle Istituzioni alle proposte che sono state condivise per migliorare la gestione dei pazienti con dolore cronico - conclude Enrica Tornielli, Head Pharmaceutical Affairs di Sandoz -. Il nostro obiettivo è ampliare l'accesso alle cure, non solo rendendo disponibili terapie più sostenibili ma anche contribuendo a migliorare i percorsi di cura dei pazienti».
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