Pianeta Farmaco

ago42017

Diabete, Mmg da abilitare ai piani terapeutici per gliptine e incretine

«Importante quanto afferma l'onorevole Gelli sul diabete ma altre patologie sarebbero curate meglio se si ampliasse il ventaglio prescrittivo del medico di famiglia: deve passare il concetto che il piano terapeutico è uno strumento accessibile alla medicina generale, a quel punto si determineranno più agevolmente gli ambiti in cui possiamo prescrivere a tutto vantaggio dei nostri assistiti». Walter Marrocco, medico Fimmg, tra i rappresentanti della Medicina Generale nell'Agenzia del Farmaco (Aifa), conferma l'importanza e l'urgenza delle osservazioni di Federico Gelli, responsabile della Sanità Nazionale Pd rilanciate dall'Intergruppo Parlamentare Qualità di vita e diabete a qualche giorno dall'interrogazione dello stesso Gelli al ministro della Salute. Gelli ha ribadito concetti già espressi in inverno e che avevano trovato il plauso di Fimmg e Simg: il nostro paese dovrebbe eliminare l'attuale limitazione alla prescrizione dei farmaci orali -gliptine ed incretine- da parte dei Mmg. Il problema per i pazienti è concreto: al fallimento della monoterapia in troppi passano all'insulina anche se sono presenti terapie innovative orali efficaci, sicure e prive di problemi di gestione. «Noi medici di famiglia nel diabete abbiamo come strumento la metformina, non possiamo prescrivere altro -conferma Marrocco- e, in attesa dei tempi dello specialista che spesso ha liste d'attesa di mesi, siamo costretti in alcuni casi ad insistere su terapie "antiquate" che a posteriori ci verranno magari contestate perché "inappropriate". Gli stessi specialisti premono per il medico di famiglia prescrittore

L'interrogazione di Gelli trova d'accordo i diabetologi come il presidente AMD Domenico Mannino: «È arrivato il momento che l'Italia si allinei agli altri Paesi europei, dando al medico di medicina generale il diritto di prescrivere tutti i farmaci innovativi anti-diabete sul mercato, in grado anche di ridurre significativamente le comorbità associate a questa patologia". Si stima che al 2030 avremo almeno 5 milioni di diabetici in trattamento e che ci sia attualmente un milione di pazienti ignaro di essere diabetico. Per agevolare la prescrizione di farmaci con piano terapeutico dal 2014 a seguito di un'apertura AIFA si candidarono 2500 medici di famiglia iscritti ad associazioni di categoria, da abilitare previo corso di formazione. Poi i tempi si sono dilatati; quest'anno il direttore AIFA Mario Melazzini ha "riaperto", ma ci sono tempi burocratici da rispettare. E il diabete potrebbe non essere il primo della lista. «Siamo in attesa dell'uscita di una nuova nota per la broncopneumopatia ostruttiva che potrebbe offrirci aperture prescrittive», dice Marrocco. In realtà nulla sappiamo ad oggi dell'indirizzo che prenderà l'Agenzia. Personalmente, oggi prefigurerei si aprano per primi gli ambiti della diabetologia e degli anticoagulanti orali».

Novità sono attese in occasione del Global Diabetes Policy Forum in programma a ottobre a Roma. Conferma indirettamente il Senatore D'Ambrosio Lettieri, vicepresidente degli ordini dei farmacisti Fofi e Presidente dell'Intergruppo Qualità di Vita e Diabete: «Quali rappresentanti istituzionali lavoriamo per rendere concrete le raccomandazioni firmate a livello europeo nella Berlin Declaration», documento internazionale sottoscritto pure dall'Italia a fine 2016 per migliorare accessibilità e appropriatezza delle cure nel diabete.

Mauro Miserendino


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