Pianeta Farmaco

giu122018

Diabete, disponibile nuova insulina fast-acting. Più veloce contro la glicemia postprandiale

Nonostante le principali linee guida internazionali ne raccomandino il controllo tra 1 e 2 ore dall'inizio del pasto, in Italia le persone con diabete misurano la glicemia postprandiale in media solo 2 volte al mese. Il dato, che emerge da un'analisi effettuata sui dati degli Annali Amd - Associazione Medici Diabetologi, è stato illustrato nel corso della presentazione della nuova insulina aspart fast-acting (Fiasp, Novo Nordisk), disponibile da poco anche nelle farmacie italiane. Un dato del tutto insufficiente, come ha sottolineato Antonio Nicolucci, Direttore Coresearch-Center for Outcomes Research and Clinical Epidemiology « tanto più che i due terzi delle persone con diabete presentano valori di glicemia postprandiale superiori ai 140 mg/dl, valore di normalità indicato dalle linee guida». E le persone con glicemia postprandiale più alta «hanno un rischio maggiore di sviluppare complicanze del diabete, in particolare quelle cardiovascolari, come l'infarto o l'ictus», ha sottolineato Edoardo Mannucci, diabetologo, Professore associato al Dipartimento di scienze biomediche, sperimentali e cliniche Mario Serio dell'Università di Firenze. «Lo dimostrano studi che hanno fatto la storia della diabetologia, come il DECODE o il Diabetes Intervention Study o il più recente San Luigi Gonzaga Diabetes Study, che ha evidenziato come l'aumento della glicemia postprandiale si associ a un aumento del rischio cardiovascolare in maniera più forte rispetto all'aumento della glicemia a digiuno, in una popolazione seguita per 14 anni di follow up» ha aggiunto Mannucci. Non solo, in uno studio pubblicato recentemente su Diabetes Therapy emerge che, in alcune persone con diabete, l'iperglicemia postprandiale può avere ripercussioni negative a livello fisico ed emotivo e può influenzare la vita di tutti i giorni, incluso il lavoro e i rapporti sociali. È stato ad esempio calcolato che, in seguito a un episodio di iperglicemia postprandiale, il 71% delle persone con diabete riporta una diminuzione della produttività e il 54% sostiene di avere difficoltà a concentrarsi nel lavoro.

Per contrastare il fenomeno sono state messe a punto, nel tempo, formulazioni di insulina sempre più sofisticate: dagli analoghi dell'insulina umana, negli anni '90, sino alle insuline rapide. Ora è la volta dell'insulina aspart fast-acting, integrata con vitamina B3, che rende il suo assorbimento iniziale più rapido, e l'aminoacido L-arginina, che ne stabilizza la formulazione. «Questa insulina si avvicina maggiormente alla risposta naturale di una persona sana, assicurando una comparsa in circolo più veloce - 4 minuti piuttosto che 9 - della progenitrice insulina aspart ad azione rapida, una delle più prescritte al mondo» sottolinea Concetta Irace, Professore associato al Dipartimento di Scienze della Salute dell'Università della Magna Grecia di Catanzaro. «Grazie alle sue caratteristiche è più flessibile nei tempi di somministrazione, da 2 minuti prima dell'assunzione del pasto sino a 20 minuti dopo. Inoltre, si è dimostrata più efficace rispetto alla insulina aspart nel ridurre la glicemia postprandiale a un'ora e in alcuni casi anche i livelli di emoglobina glicata, senza aumentare il rischio dei temibili episodi di ipoglicemia», ha concluso. L'insulina aspart fast-acting è rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale in classe A ed è disponibile, per adulti con diabete, in soluzione iniettabile per via sottocutanea in due formati: 100 unità/ml in penna preriempita e 100 unità/ml in cartuccia.
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