Pianeta Farmaco

giu72018

Carcinoma mammario, Commissione europea approva nuova opzione terapeutica

La Commissione europea (Ce) ha approvato pertuzumab in associazione con trastuzumab e chemioterapia per il trattamento dopo chirurgia (adiuvante) di pazienti adulte con carcinoma mammario HER2 positivo in stadio iniziale (eBC) a rischio elevato di recidiva, definito come malattia con linfonodi positivi o negativa per i recettori ormonali. Lo sottolinea una nota Roche che precisa come il trattamento di combinazione con Perjeta, questo il nome commerciale di pertuzumab, dovrebbe essere somministrato per una durata complessiva di un anno (fino a 18 cicli) come parte di un regime completo per il carcinoma mammario in stadio iniziale e a prescindere dalle tempistiche della chirurgia. In Europa, continua la nota, il carcinoma mammario che presenta una iper-espressione del recettore HER2 (HER2 positivo) colpisce circa 100.000 donne ogni anno. La maggior parte di questi casi viene diagnostica in uno stadio iniziale, quando la malattia è localizzata e lo scopo del trattamento è quello di ottenere la guarigione della paziente. Nonostante i significativi progressi compiuti nel trattamento del carcinoma mammario HER2 positivo in stadio iniziale, una paziente su quattro tra quelle trattate con Herceptin e chemioterapia potrebbe andare incontro, nel lungo termine, a una ricaduta di malattia.

Si stima che due casi su tre di carcinoma mammario HER2 positivo in stadio metastatico (mBC) siano imputabili a una recidiva piuttosto che a una diagnosi iniziale. Dal momento che l'obiettivo del trattamento per un carcinoma mammario che ricompare e raggiunge uno stadio avanzato non è più la guarigione ma la cronicizzazione della malattia e il prolungamento della sopravvivenza, fornire maggiori chances terapeutiche nella malattia in fase iniziale è un obiettivo importante. «Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha fatto grandi progressi nel trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo in stadio iniziale. Tuttavia per molte donne il rischio di sviluppare una recidiva con la progressione fino a uno stadio incurabile resta ancora molto alto» commenta Anna Maria Porrini, direttore medico di Roche Italia. «Per questo è importante continuare a ricercare il trattamento più appropriato per il giusto tipo di paziente. L'approvazione che giunge oggi da Ema è particolarmente incoraggiante e rappresenta per le donne ad alto rischio una nuova opzione di trattamento per ridurre la possibilità di recidiva di questa malattia». «Uno dei principali obiettivi nel trattamento dei tumori è l'effettuazione della cosiddetta "medicina di precisione" che consiste nella personalizzazione delle terapie basata sulle caratteristiche specifiche di ciascun tumore e ciascun paziente».

Ha spiegato la dr.ssa Lucia Del Mastro, coordinatore del centro di senologia e direttore dell'unità operativa Sviluppo Terapie Innovative dell'Ospedale Policlinico San Martino - IRCCS di Genova. «Questa nuova opzione terapeutica è un ulteriore importante passo avanti in tale direzione: consente non solo di utilizzare farmaci a bersaglio molecolare (farmaci anti-HER2) ma di utilizzarli in maniera differente in base al rischio di ricaduta che è diverso nei diversi sottogruppi di pazienti». Il regime terapeutico è già stato approvato negli Stati Uniti e in numerosi altri paesi per il trattamento adiuvante del carcinoma mammario HER2 positivo ad elevato rischio di recidiva.
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