Pianeta Farmaco

mag162018

Cannabis terapeutica, Medica (Farmaceutico militare): in arrivo nuova varietà

È in arrivo, «con una distribuzione che potrebbe partire da giugno», una nuova varietà ad alto contenuto di principio attivo Thc. Mentre si lavora allo sviluppo di «un estratto in olio» di cannabis, titolato, cioè con una concentrazione nota e standardizzata di principio attivo. A fare il punto, a margine della "Prima Conferenza italiana sulla cannabis come possibile farmaco'', promossa dall'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, il colonnello Antonio Medica, direttore del Farmaceutico militare.

A Firenze si lavora da un lato «per cercare di garantire massima disponibilità, qualità e trasparenza del prodotto per i pazienti italiani. Dall''altro in cantiere ci sono nuovi progetti» spiega Medica all'Adnkronos. «Dovremo arrivare a fine anno, con una gara in corso per l'ampliamento delle serre, al primo implemento della produzione per salire a 150 kg annuali. In parallelo si lavora a un'ulteriore gara per raggiungere 300 kg e oltre». Al momento la capacità produttiva dello stabilimento fiorentino è dello di 100 kg annui, ma serve un incremento. «C'è anche l'idea di sviluppare un estratto in olio titolato» aggiunge Medica. «E sempre in accordo con il ministero della Salute seguiamo l'import di cannabis da importatori diversi dall'Olanda, con annessa attività di controllo per verificare che sia conforme alle specifiche richieste».
Per il momento, continua Medica, «si è conclusa una gara per l''importazione di 100 kg per il 2018, che si sommano al nostro prodotto coltivato in Italia e a quello che arriva dall'Olanda». Probabilmente, aggiunge, «lanceremo già a breve un'altra gara per un''ulteriore importazione di prodotto necessaria a coprire il fabbisogno 2019. Partiamo per tempo, dato che dobbiamo considerare i tempi di completamento dell'iter amministrativo, per arrivare al più presto ad avere un importatore individuato e selezionato». Lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze ha al momento «tre serre operative e una sperimentale e» spiega Medica «dovremo allestirne altre due più altri assetti produttivi entro fine anno per arrivare ai 150 kg di produttività annuale che ci siamo prefissi. Presumibilmente a giugno cominceremo a distribuire una nuova varietà, chiamata Fm-1, ad alto contenuto di Thc (14-15%). Abbiamo completato
la parte sperimentale ed è pronta la documentazione necessaria per chiedere l''autorizzazione». Servono infatti l'ok dell'Agenzia italiana del farmaco per la qualità e del ministero della Salute per la distribuzione. L'attuale varietà di cannabis terapeutica prodotta in
Italia, Fm-2, «contiene i principi attivi Thc (tetraidrocannabinolo) e Cbd (cannabidiolo) in un rapporto che è all'incirca 1:1,5. Cioè intorno al 6% Thc e al 9% Cbd».

La richiesta, osserva Medica, «arriva da buona parte delle regioni italiane, chi più (come Piemonte ed Emilia Romagna) e chi meno. Quando non abbiamo molto prodotto cerchiamo di distribuirlo a più farmacie possibili. Nel 2017 sono aumentate le Regioni che hanno deliberato sull'uso terapeutico e anche i medici prescrittori sono cresciuti, perché aumenta anche la formazione. L'Istituto superiore di sanità per esempio ci sta coinvolgendo per la formazione a distanza a medici e farmacisti sul corretto modo di prescrivere e preparare il prodotto. Col passare del tempo si stanno affinando le conoscenze e si sta aggiustando il tiro».

Sul fronte produzione, infine, continuano «gli studi per ottimizzare il processo e abbattere i costi, per arrivare in futuro a un ulteriore abbassamento del prezzo di vendita, oggi pari a 6,88 euro al grammo più Iva e spese di spedizione, a prescindere dal contenuto di principio attivo. Per i primi mille kg, in base all'accordo con il ministero della Salute c'è un recupero di un euro sull'investimento iniziale. Quando lo avremo recuperato, si potrà abbattere il prezzo di vendita alle farmacie. Prezzo che potrà beneficiare ancora di più, se si riuscirà ulteriormente a fare economie di scala. Il nostro impegno» conclude Medica «resta garantire massima trasparenza e qualità per l'utilizzatore finale, oltre a velocizzare per quanto possibile lo sviluppo di nuove serre».


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