Pianeta Farmaco

nov222021

Asma grave, dopo approvazione Ema, attesa in Italia per l'introduzione dell'innovativa tripla terapia in un unico inalatore

Con l'imminente stagione influenzale alcune categorie di pazienti a rischio per patologie croniche, come asmatici e pazienti affette da broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), rischiano un aggravamento della malattia e maggiori complicazioni delle condizioni di salute. Secondo la Global Initiative for Asthma (GINA) le persone con asma sono oltre 300 milioni nel mondo, destinate a crescere a 400 milioni entro il 2025. «Per queste persone» ricorda in una nota Giorgio Walter Canonica, direttore del Centro Medicina Personalizzata: Asma e Allergologia dell'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano) «occorrono terapie efficaci e innovative. Tra le nuove opzioni terapeutiche, la tripla terapia in combinazione fissa che prevede l'uso di corticosteroidi inalatori (Ics), beta2-agonisti a lunga durata d'azione (Laba) e antagonisti muscarinici a lunga durata d'azione (Lama), è già stata approvata da alcuni anni per il trattamento della Bpco. Nei pazienti con asma non controllato la tripla terapia potrebbe garantire una riduzione delle riacutizzazioni e un miglioramento della funzionalità polmonare rispetto alla combinazione Ics/Laba. Rappresenterebbe, inoltre, un'opzione terapeutica che consentirebbe una facile ottimizzazione del trattamento prima di considerare l'introduzione di una più costosa e impegnativa terapia biologica».

Come confermano le più recenti indagini, le persone con asma non controllato presentano uno scarso controllo dei sintomi e/o frequenti riacutizzazioni che possono richiedere la somministrazione di corticosteroidi orali o anche il ricovero ospedaliero. Va evidenziato, a tale proposito, che circa il 50% dei pazienti con asma grave risulta a tutt'oggi non controllato, anche per scarsa aderenza alla terapia, che dovrebbe essere facilitata, per esempio, con l'utilizzo di un singolo inalatore. Proprio grazie alle triple terapie in un unico inalatore per il trattamento dell'asma, recentemente autorizzate dall'Agenzia europea per i medicinali (Ema), è possibile controllare le riacutizzazioni, migliorare la funzionalità polmonare e semplificare il trattamento della malattia. «Al momento» sottolinea Alberto Papi, direttore della Clinica pneumologica dell'Ospedale Universitario di Ferrara «non esiste una cura definitiva per l'asma, ma anche sulla base di importanti e recenti evidenze scientifiche è possibile approntare strategie inalatorie o immunologiche innovative nell'asma grave». Fondamentale anche per una malattia come l'asma è il supporto della rete delle associazioni dei pazienti che sono in grado di offrire un valido sostegno ai malati e alle loro famiglie, oltre a svolgere - attraverso la comunicazione dei bisogni insoddisfatti degli assistiti - un importante ruolo di stimolo diretto sia alle Istituzioni e ai decisori sanitari sia di supporto alla comunità scientifica nell'indizzare la ricerca e sviluppare appropriati protocolli diagnostico-terapeutici (Pdta).
Alessandra Peres, vicepresidente di FederAsma e Allergie Odv, ricorda che «i nostri stakeholders sono molteplici: da un lato le Istituzioni e la comunità scientifica con le quali siamo costantemente in contatto per pervenire alla definizione e concreta attuazione di politiche di sostegno alle persone affette da asma e allergie. Dall'altro, il cuore del nostro impegno, i pazienti adulti e piccini, per i quali promuoviamo incontri di formazione e informazione e che sosteniamo per aiutarli a giungere a un buon controllo e una buona gestione della malattia. Ben vengano dunque, tutte le nuove opzioni terapeutiche approvate o in via di approvazione, utili a semplificare i trattamenti e migliorare l'aderenza alle terapie, purché i pazienti siano ben informati e seguiti dai medici. Perché dietro ogni terapia, oltre alla malattia, c'è una storia» conclude Peres. Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di Medicina generale e delle Cure primarie, sottolinea infine che «l'asma è un problema mondiale e un consistente onere sociale ed economico per i sistemi sanitari. Grazie alle prospettive di salute introdotte dalle nuove terapie, il medico di medicina generale accrescerà ulteriormente il proprio impegno assistenziale anche nella gestione dei pazienti con asma grave, che può identificare e trattare con competenza e tempestività, mantenendo un ruolo cardine nella gestione integrata del paziente con i centri specialistici di riferimento».
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