Pianeta Farmaco

ott42021

Antibiotico-resistenza, dopo approvazione Aifa disponibile in Italia nuova cefalosporina

Un antibiotico di nuova generazione in grado di combattere con efficacia i più temuti batteri è ora disponibile in Italia per la cura dei pazienti ospedalieri, dopo l'approvazione da parte di Aifa. Si chiama Cefiderocol (nome commerciale Fetcroja) ed è in grado di dare copertura contro tutti i patogeni aerobi Gram-negativi considerati di priorità critica dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms).

La nuova cefalosporina utilizza un meccanismo di ingresso cellulare unico che è in grado di bypassare le principali barriere di resistenza. Se ne è parlato nel corso della conferenza stampa organizzata da Shionogi dal titolo: "INFEZIONI E ANTIBIOTICO-RESISTENZA: nuovi approcci e strumenti per il cambio di paradigma nella cura del paziente fragile". "Ogni anno in Europa - ha ricordato in apertura dei lavori Pierluigi Viale, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche, Università di Bologna - si registrano 25mila decessi correlati alle infezioni da batteri multi resistenti e anche in Italia le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per i patogeni sotto sorveglianza si mantengono elevate". Tanto che i decessi stimati nel nostro Paese sono oltre 10.000 ogni anno. Inoltre, aggiunge, Viale "negli ultimi anni la ricerca scientifica ha faticato a colmare questa lacuna". "Poter disporre di un antibiotico di nuova generazione, da utilizzare in modo specifico e mirato su particolari ceppi resistenti ed efficace nel ridurre decessi e complicanze, può rappresentare davvero una svolta significativa per i pazienti", ha sottolineato Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, nel corso della conferenza. Ad aver testato in via anticipata l'efficacia del nuovo antibiotico, proprio in pazienti in condizioni critiche e molti dei quali affetti da Covid-19, è stata l'Unità Operativa di Malattie Infettive dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. "La pandemia - ha spiegato il direttore Francesco Menichetti - ha fatto emergere la gravità della 'crisi' degli antibiotici, che si sono rivelati inadeguati nel trattare persone con Sars-Cov-2 particolarmente esposte a infezioni batteriche secondarie". Questo nuovo antibiotico "è stata una terapia di salvataggio cruciale per questi pazienti senza alternative terapeutiche", ha concluso Menichetti.
Lo studio condotto dall'Ospedale pisano, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Clinical Infectious Diseases, è ad oggi la più ampia esperienza in real world condotta con cefiderocol ed è stato effettuato su una coorte di 10 pazienti critici in terapia intensiva affetti da sovrainfezioni da Acinetobacter baumannii o Klebsiella pneumoniae produttrice di NDM, gravemente compromessi e ad elevato rischio di morte. Queste evidenze, sommate agli studi registrativi, confermano che la nuova cefalosporina può essere un utile strumento per contrastare l'antimicrobicoresistenza. Ma da sola non basta. Serve, concludono gli esperti, una cooperazione territorio-ospedale più forte, per promuovere il corretto uso di antibiotici su più livelli, dal campo veterinario a quello ospedaliero.
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