Cardiologia

mag212012

Per ridurre i costi sociali dell'ictus aumentare le Stroke Unit

Nel 2012 si stima che in Italia vi saranno almeno 200mila nuovi casi di ictus, di cui circa 130mila ischemici. L'outcome a 12 mesi evidenzia che, a fronte del 28% di guariti e del 17% di disabili, ma autosufficienti, si avrà una mortalità del 30% e una grave disabilità, con necessità di lungodegenza in istituti, nel restante 25%. Nel complesso, 50mila nuovi casi di pazienti gravemente disabili ogni anno. Sono alcune tra le cifre comunicate al ministero della Salute nel Convegno “Criteri di appropriatezza strutturale, tecnologica e clinica nella prevenzione, diagnosi e cura della patologia cerebrovascolare”, durante il quale è stato presentato il 14esimo numero dei "Quaderni del ministero della Salute", interamente dedicato a questa tematica. Il problema è da una parte l'aumento di incidenza della patologia, dall'altra la disponibilità di tecnologie sempre più potenti per garantire diagnosi e cure tempestive, ma anche risorse sempre più limitate. La spesa, tra l'altro, è elevata: in una valutazione al 2010, il costo assistenziale (diretto e indiretto) per l'ictus in Europa è risultato di 63 miliardi di euro, secondo solo alla demenza tra le malattie neurologiche. Si ritiene però che una razionalizzazione della filiera assistenziale della malattia cerebrovascolare possa portare al risultato di migliorare gli esiti di cura e nel contempo permettere una riduzione dei costi. L'obiettivo, in tal senso, è quello di diffondere la terapia della trombolisi, da applicare nelle primissime ore dall'evento in centri altamente specializzati (le Stroke unit), seguendo protocolli internazionali molto rigorosi. «Il vantaggio delle strutture dedicate all'ictus» ha sottolineato Renato Balduzzi, ministro della Salute, nella sua prefazione al volume «è basato sull'integrazione tra l'assistenza della fase acuta e quella di ordine neuroriabilitativo, secondo un modello che coniuga l'assistenza medica, con particolare attenzione alla prevenzione delle complicanze, e l'assistenza finalizzata al recupero motorio e cognitivo».


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