mar282012
Pci su innesti di safena, benefici precoci da stent a eluizione
Nonostante gli stent a eluizione di farmaco (Des) appaiano sicuri negli interventi su innesti di vena safena (Svg), i loro benefici precoci diminuiscono rapidamente nel follow-up a lungo termine. È la conclusione di uno studio multicentrico caso-controllo coordinato da Vincenzo Pasceri, dell'ospedale San Filippo Neri di Roma, che ha coinvolto anche l'emodinamica dell'ospedale San Carlo di Potenza e la Cardiologia dell'università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Lo studio si è basato sul confronto degli outcome a 2 anni di 311 pazienti (239 uomini; età media: 68 anni) sottoposti a intervento coronarico percutaneo (Pci) per lesioni Svg utilizzando Des (n=138) oppure stent a metallo nudo, Bms (n=173). I due gruppi di pazienti erano paragonabili per età, sesso, principali fattori di rischio, incidenza di diabete, uso di antagonisti Iib/IIIa, numero di stent e loro lunghezza totale. Nel complesso, al follow-up a 9 mesi i valori di incidenza di eventi avversi cardiaci maggiori (Mace) e rivascolarizzazione dei vasi target (Tvr) erano significativamente inferiori nel gruppo Des rispetto al Bms (10,9% vs 22,0% e 8,7% vs 19,1%, rispettivamente), mentre non si sono rilevate differenze significative riguardanti l'incidenza di infarto miocardico o morte. In ogni caso, al follow-up a 24 mesi l'incidenza di Mace era di 29,7% nel gruppo Des e del 37,0% in quello Bms, mentre l'incidenza di Tvr (23,2% vs 28,9%), infarto miocardico (9,4% vs 9,2%) ed exitus (7,2% vs 6,9%) erano simili nei due gruppi.
Catheter Cardiovasc Interv, 2012 Mar 15. [Epub ahead of print]