Clinica

giu82012

Parkinson, deambulazione sostenuta dal metilfenidato

Il metilfenidato migliora l’ipocinesia e il freezing durante la deambulazione nei pazienti con malattia di Parkinson in fase avanzata sottoposti a stimolazione del nucleo subtalamico. Lo si evince da uno studio randomizzato e controllato con placebo condotto in parallelo in 13 centri francesi. Gli 81 pazienti selezionati avevano meno di ottant’anni e soffrivano di Parkinson in fase avanzata e di gravi difficoltà di deambulazione nonostante i trattamenti con farmaci dopaminergici e la stimolazione subtalamica. I ricercatori hanno somministrato il metilfenidato in dosaggio giornaliero di 1 mg/kg per 90 giorni nei soggetti inseriti nel gruppo di intervento, per poi confrontarne gli effetti con il placebo ricevuto dagli altri pazienti. La valutazione dell’efficacia del trattamento è avvenuta attraverso il conteggio del numero di passi eseguiti nello Stand walk sit test, all’inizio e alla fine del trattamento. Al novantesimo giorno, rispetto ai pazienti del gruppo placebo, quelli che avevano ricevuto il metilfenidato hanno migliorato la loro deambulazione e hanno completato il percorso stabilito con un numero inferiore di passi (in media 31 rispetto ai 33). Il farmaco si è però accompagnato a una maggior frequenza di effetti avversi. In media, i pazienti trattati con metilfenidato hanno perso 2,2 kg di peso e hanno fatto registrare un aumento della frequenza cardiaca di 3,6 battiti minuto.

Lancet Neurol, 2012 May 31. [Epub ahead of print]


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