ott272011
Pandemia H1N1, forte aggravamento clinico in caso di viremia
Un’analisi effettuata dall'Università di Hong Kong su 139 pazienti, colpiti dalla la pandemia influenzale del 2009, ha individuato una relazione tra la mutazione di un singolo gene coinvolto nella sintesi dell'emoagglutinina e la gravità della malattia
Durante la pandemia influenzale del 2009, il riscontro di viremia o di Rna virale in campioni non respiratori si è rivelato indicativo di una gravità fortemente maggiore di malattia, con più alti livelli di mortalità. Tale condizione, in particolare, è risultata correlata, nel 90% dei casi, a una mutazione (D222G/N) del sottotipo 3 dell'emoagglutinina (HA) virale. Un team di microbiologi e infettivologi ospedalieri e universitari di Hong Kong, guidati da
Herman Tse, ha studiato il significato clinico del fenomeno, allo scopo di cogliere eventuali relazioni tra genotipi virali e disseminazioni extrarespiratorie.
Rilevato acido nucleico influenzale nel sangue in 14 casi su 139
I dati clinici si riferiscono a 139 pazienti ricoverati nei nosocomi di Hong Kong tra il maggio del 2009 e l'aprile del 2010 e risultati positivi al virus influenzale pandemico A/H1N1/2009. Mediante Rt-Pcr (reverse-transcription polymerase chain reaction) è stato analizzato l'Rna virale, con specifica attenzione alla matrice (M) e ai geni HA, basandosi su campioni tratti dall'aspirato nasofaringeo ed endotracheale, dal sangue, dalle feci e da tampone rettale (gli ultimi due prelievi sono stati effettuati solo in presenza di disturbi gastrointestinali). In tutto si è rilevata la presenza di Rna virale nel sangue in 14 soggetti, caratterizzati da presentazione clinica severa, maggiore mortalità e dalla presenza di quasispecie virali D222G/N nel 90% dei campioni ematici. In altri 6 pazienti si è riscontrato l'Rna virale nelle feci o nel tampone rettale. Nel complesso, solo in 20 ricoverati si è rilevato Rna virale in campioni extrarespiratori.
Il polimorfismo virale spiega il diverso adattamento anatomico
Il dato più rilevante dello studio sta nell'eterogeneità genetica del virus pandemico influenzale 2009 A(H1N1), rilevata fra il tratto respiratorio e il sangue nel medesimo paziente. Inoltre, si è visto che la proporzione di quasispecie D222G/N nel sangue era superiore alla quota corrispondente in altre aree di campionamento. Ciò - sostengono gli autori - suggerisce la possibilità di un adattamento differente nei siti anatomici delle quasispecie pandemiche virali tramite polimorfismi dell'aminoacido in posizione 222. La sostituzione D222G/N, in effetti, risulta a oggi il primo fattore virale associato alla viremia influenzale, anche se resta da chiarire se la medesima sostituzione possa conferire lo stesso fenotipo ad altri ceppi influenzali che non siano l'A(H1N1). Inoltre non è perfettamente chiaro come la mutazione D222G/N, o altre, possano influenzare la specificità recettoriale del virus pandemico o la sua disseminazione. Sulla base degli esiti della Rt-Pcr e dei polimorfismi osservati, i ricercatori ipotizzano che i virus, i quali normalmente si moltiplicano nel tratto respiratorio superiore, si adattino e si replicihino nei polmoni tramite la mutazione D222G/N e, quindi, si disseminino per il torrente ematico. In alternativa, l'Rna virale riscontrato nel sangue potrebbe riflettere un danno polmonare esteso con uptake fagocitico delle cellule infettate dal virus.
PLoS One. 2011; 6(9): e22534