Ortopedia

apr282022

PRP per l'osteoartrite di ginocchio: le controversie non mancano. Ecco quali

L'uso del platelet-rich plasma (PRP) ha guadagnato un progressivo interesse negli ultimi anni per il trattamento infiltrativo dei pazienti con osteoartrite (OA) di ginocchio. Il razionale di questo trattamento si basa sulla possibilità di modulare l'ambiente intra-articolare sfruttando i fattori di crescita, le citochine e le altre molecole bioattive presenti all'interno degli alpha-granuli piastrinici. Studi preclinici, sia in vitro che su modelli animali, hanno dimostrato come il PRP possa essere in grado di ritardare la progressione del danno articolare (effetto disease-modifying), attenuando lo stimolo infiammatorio e favorendo l'anabolismo di diversi tessuti come la cartilagine, la sinovia e i menischi [1].

Diversi studi clinici preliminari hanno supportato la sicurezza e l'efficacia del PRP per il trattamento dell'OA del ginocchio, dimostrando risultati soddisfacenti in termini di riduzione del dolore e un miglioramento funzionale fino a 12 mesi, soprattutto in pazienti giovani e nei primi stadi dell'OA. Questi risultati incoraggianti hanno condotto molti medici ad adottare il PRP nella loro pratica clinica quotidiana, adoperando questo ortobiologico come opzione terapeutica alternativa ai trattamenti infiltrativi più tradizionali con l'auspicio di ritardare o evitare la chirurgia. I vantaggi dell'utilizzo del PRP risiedono nella possibilità di ottenere un prodotto autologo attraverso una semplice tecnica di preparazione, nella mini-invasività della procedura di infiltrazione e nella bassa percentuale di eventi avversi, peraltro lievi.

Una delle tematiche che è emersa negli ultimi anni riguarda la presunta superiorità del PRP rispetto ad altri trattamenti infiltrativi di uso comune: una recente meta-analisi su 34 studi randomizzati controllati (RCT) ha dimostrato che le infiltrazioni di PRP hanno fornito un miglioramento clinico statisticamente significativo nei pazienti con OA di ginocchio rispetto alle infiltrazioni di soluzione salina e altri prodotti, come i corticosteroidi o l'HA, a 6 e 12 mesi di follow-up (P¡¡< 0.001). Tuttavia, gli autori hanno sottolineato che questo miglioramento rimane parziale perché non presente ad ogni follow-up o score clinico e che questi dati sono supportati da un basso livello di evidenza [2]. Infine, in un RCT in doppio cieco con pazienti affetti da OA monolaterale di ginocchio trattati con PRP o HA, gli autori hanno dimostrato che l'unica differenza significativa tra i due trattamenti è stata osservata nel tasso di re-intervento a 24 mesi, che era inferiore nel gruppo PRP (22,6% vs 37,1%, P = 0.036) [3].

Un'altra tematica, particolarmente controversa, riguarda la sua formulazione: sono disponibili diversi metodi di preparazione del PRP con composizione e caratteristiche eterogenee, e poco si sa sul tipo di concentrato più adatto per ogni indicazione clinica. La presenza di leucociti è uno degli aspetti più dibattuti per quanto riguarda l'efficacia del PRP, ed è considerato come una delle principali discriminanti per distinguere i diversi prodotti. In un recente RCT abbiamo valutato la sicurezza e l'efficacia del PRP ricco di leucociti rispetto a quello povero di leucociti per trattare pazienti con OA sintomatica del ginocchio [4]. I nostri risultati hanno documentato un miglioramento clinico significativo fino a 12 mesi di follow-up per entrambi i trattamenti senza evidenziare differenze significative tra i due gruppi in termini di miglioramento clinico, eventi avversi e fallimenti.

Dopo l'entusiasmo iniziale con i resoconti positivi di diversi studi, alcuni RCTs hanno messo in dubbio la reale superiorità del PRP nella gestione dell'OA rispetto a trattamenti più consolidati, e rimane ancora molto da fare per capire quale sia la migliore formulazione in base alle caratteristiche del paziente affetto da OA di ginocchio. Saranno necessari ulteriori studi clinici di alto livello per comprendere quale sia il reale vantaggio nell'utilizzo di questo ortobiologico tra le diverse strategie di trattamento e quale possa essere il prodotto migliore per ogni singolo paziente.


Bibliografia

  1. Boffa A, Salerno M, Merli G, De Girolamo L, Laver L, Magalon J, S¨¢nchez M, Tischer T, Filardo G. Platelet-rich plasma injections induce disease-modifying effects in the treatment of osteoarthritis in animal models. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc. 2021 Dec;29(12):4100-4121. doi: 10.1007/s00167-021-06659-9.
  2. Filardo G, Previtali D, Napoli F, Candrian C, Zaffagnini S, Grassi A. PRP Injections for the Treatment of Knee Osteoarthritis: A Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials. Cartilage. 2021 Dec;13(1_suppl):364S-375S. doi: 10.1177/1947603520931170
  3. Di Martino A, Di Matteo B, Papio T, Tentoni F, Selleri F, Cenacchi A, Kon E, Filardo G. Platelet-Rich Plasma Versus Hyaluronic Acid Injections for the Treatment of Knee Osteoarthritis: Results at 5 Years of a Double-Blind, Randomized Controlled Trial. Am J Sports Med. 2019 Feb;47(2):347-354. doi: 10.1177/0363546518814532.
  4. Di Martino A, Boffa A, Andriolo L, Romandini I, Altamura SA, Cenacchi A, Roverini V, Zaffagnini S, Filardo G. Leukocyte-Rich versus Leukocyte-Poor Platelet-Rich Plasma for the Treatment of Knee Osteoarthritis: A Double-Blind Randomized Trial. Am J Sports Med. 2022 Mar;50(3):609-617. doi: 10.1177/03635465211064303.


I. Romandini,
Clinica Ortopedica e Traumatologica 2, IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli, Bologna, Italia

D. Reale
Ortopedia e Traumatologia, IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli, Italia


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