Ormoni peptidici

gen132012

Bpco: mortalità fortemente ridotta con statine

L'uso di statine si associa a una riduzione del 30% della mortalità generale a distanza di 3-4 anni da un primo ricovero per broncopneumopatia cronico ostruttiva (Bpco), indipendentemente dalla presenza di una pregressa storia di malattia cardiovascolare...
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dic192011

Nt-proBnp: il più affidabile marker di scompenso cardiaco

L'Nt-proBnp (frammento terminale del peptide natriuretico di tipo pro-B), rispetto al peptide natriuretico atriale (Anp) e al frammento N-terminale del peptide natriuretico pro-atriale (Nt-proAnp), risulta il marcatore cardiaco più affidabile ai fini...
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nov242011

Età, sesso, etnia non riducono effetto ezetimibe sulle statine

Nei soggetti a rischio cardiovascolare (Cv) elevato o moderatamente alto, ezetimibe, in aggiunta ad atorvastatina, determina una riduzione più spiccata di colesterolemia-Ldl rispetto al raddoppio della dose di atorvastatina. Tale effetto non viene influenzato...
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nov222011

Satavaptan nella cirrosi epatica con ascite: solo una speranza, ma più fondata

Da anni si attende la possibilità di impiego terapeutico dei vaptani, farmaci antagonisti dei recettori della vasopressina (ADH). Nel 2007 i risultati favorevoli di 2 studi in pazienti euvolemici con SIADH e di 2 studi in pazienti ipervolemici con cirrosi...
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nov212011

Anziani con poca vit D e alto Pth rischio di morte improvvisa

La combinazione di bassi livelli di vitamina D (25-OHD) e di elevate concentrazioni di paratormone (Pth) risulta associata in modo indipendente a morte cardiaca improvvisa (Scd) tra gli adulti anziani anche senza malattie cardiovascolari. Lo rivela uno...
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nov72011

Sclc, analoghi della somatostatina in aiuto alla chemio

Gli analoghi della somatostatina a lunga durata d'azione possono essere impiegati come terapia additiva in combinazione agli agenti antineoplastici nei pazienti con cancro polmonare a piccole celulle (Sclc) positivo ai recettori per la somatostatina,...
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nov42011

Diabete 2, meglio esercizi più lunghi e meno intensi

Nei pazienti con diabete di tipo 2 la sensibilità all'insulina migliora maggiormente con un esercizio moderato in ipossia piuttosto che con un'attività più intensa: la durata dell'esercizio, cioè, è più rilevante della quantità totale del lavoro svolto....
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ott252011

Mortalità per tutte le cause ed aumentato rischio CV con i secretagoghi dell’insulina vs metformina

In un recente studio collaborativo danese sono stati esaminati la mortalità per qualsiasi causa ed il rischio cardiovascolare (mortalità CV, endpoint composito di IMA, ictus e mortalità CV) associati all’utilizzo dei secretagoghi dell’insulina (IS) in...
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ott212011

Se aumenta il Bmi si riduce l'effetto delle insuline basali

L'adiposità attenua la farmacodinamica di tutte le insuline basali nei pazienti con diabete di tipo 2. In ogni caso, se l'adiposità aumenta, l'effetto della detemir risulta inferiore rispetto alla Nph e alla glargine. La dimostrazione è stata ottenuta da...
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set52011

Danni miocardici silenti nei consumatori di cocaina

Nei soggetti asintomatici dipendenti dalla cocaina è possibile evidenziare, mediante risonanza magnetica cardiovascolare (Cmr), un'alta prevalenza di danni miocardici come edema e fibrosi, non rilevabili con altre tecniche quali Ecg o ecocardiografia....
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