mag172011
Negli ultimi trent'anni i tassi di sopravvivenza nelle donne colpite da cancro ovarico sono raddoppiati. Poiché gran parte dei progressi sono da attribuire allo sviluppo di nuovi trattamenti, è necessario garantire che la diagnosi rapida e l'accesso alle cure siano alla portata di tutte le pazienti. Per questo motivo il britannico National institute for health and clinical excellence (Nice) ha rilasciato il documento "Ovarian cancer - The recognition and initial management of ovarian cancer", ora a disposizione di medici e pazienti. Si insiste sulla consapevolezza dei segni e dei sintomi della malattia. In medicina generale è raccomandato procedere ad accertamenti, soprattutto nelle donne over-50, in presenza di distensione addominale persistente, senso di sazietà precoce e/o perdita di appetito, dolore addominale o pelvico, aumento di urgenza e/o frequenza urinaria. Si consiglia di procedere agli esami nelle donne over-50 che hanno lamentato sintomi suggestivi di sindrome del colon irritabile nel corso dell'ultimo anno. Si raccomanda, in presenza di sintomi, di eseguire una misurazione di Ca125 sierico: se l'esito è pari ad almeno 35 IU/ml è opportuno ricorrere ad un esame ecografico dell'addome e delle pelvi. Se l'ecografia è negativa è bene procedere ad un'attenta indagine delle possibili cause dei sintomi mentre, se non è possibile risalire alla causa, la paziente va invitata a tornare dal medico qualora i sintomi si facciano più frequenti e/o persistenti. Dopo l'ecografia è consigliato il calcolo del rischio di malignità attraverso lo score Rmi I (Risk of malignancy index I) e in presenza di uno score pari a 250 o superiore le donne devono essere avviate a un consulto multidisciplinare. Non si raccomanda il ricorso alla linfadenectomia retroperitoneale come strategia chirurgica standard nelle pazienti con sospetto cancro ovarico apparentemente limitato all'ovaio (stadio I).