Clinica

giu222011

Nefropatia cronica aumenta rischio di fibrillazione atriale

Una ridotta funzione renale e la presenza di albuminuria sono fortemente associate con l'incidenza di fibrillazione atriale (Fa), indipendentemente da altri fattori di rischio. La conferma definitiva su un dato finora controverso proviene da uno studio condotto da un panel di epidemiologi coordinati da Alvaro Alonso, della university of Minnesota a Minneapolis. Su 10.328 persone senza Fa, tra uomini e donne, arruolate nel trial Aric (Atherosclerosis risk in communities) tra il 1996 e il 1998, si è stimata la velocità di filtrazione glomerulare basata sulla cistatina C (eGfrCys) e si è misurato il rapporto tra albumina e creatinina nelle urine (Acr); è stata poi accertata l'incidenza di Fa fino al termine del 2007. Durante un follow-up mediano di 10,1 anni, sono stati identificati 788 casi incidenti di Fa. Rispetto agli individui con valori normali di eGfrCys (=/>90 mL/min-1/1,73m-2), i rapporti di rischio multivariato di Fa sono risultati di 1,3, 1,6 e 3,2 in quanti avevano valori di eGfrCys compresi, rispettivamente, tra 60 e 89, 30 e 59, 15 e 29 mL/min-1/1,73m-2, ossia il rischio di Fa aumentava quanto minore era la velocità di filtrazione glomerulare. Similmente, la presenza sia di macroalbuminuria (Acr=>300 mg/g; hazard ratio, Hr: 3,2) sia di microalbuminuria (Acr: 30–299 mg/g; Hr: 2,0) è apparsa associata a un maggiore rischio di Fa se paragonata alla presenza di un Acr <30 mg/g, ossia alla mancanza di proteinuria. Il rischio di Fa, infine, è risultato particolarmente elevato in chi aveva sia una ridotta eGfrCys sia macroalbuminuria (Hr: 13,1 confrontando pazienti con Acr =>300 mg/g ed eGfrCys 15-29 mL/min-1/1,73m-2, da una parte, e soggetti con Acr<30 mg/g ed eGfrCys =/>90 mL/min-1/1,73m-2, dall'altra). 

Circulation, 2011 Jun 6. [Epub ahead of print]


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