Ginecologia

mag152012

Nascite pretermine, le cause sono economiche e sociali

Sono più di un milione i neonati prematuri che muoiono ogni anno nel mondo, tanto che la nascita pre-termine oggi costituisce la seconda causa di morte infantile, con differenze che non sempre riflettono disparità di condizioni economiche e socio-sanitarie. Queste le principali conclusioni che emergono dal rapporto "Born too soon: the global action report on preterm birth", presentato da Save the children insieme a Organizzazioni non governative e all’Oms. I dati presentati indicano che il 60% delle nascite premature si colloca in Asia meridionale e nell'Africa sub-sahariana e, più in generale, nei paesi in via di sviluppo. In generale, in questi paesi il 12% delle nascite avviene pre-termine, contro il 9% di quelli nei paesi a elevato reddito. In queste realtà le principali cause sono le precarie condizioni igienico-sanitarie, le infezioni, la malaria, l'Hiv e spesso la giovanissima età delle partorienti, ma il fenomeno, per motivi diversi interessa anche i paesi ad alto reddito, come dimostrano i dati di Stati Uniti e Brasile che sono tra i 10 paesi con il maggior numero di parti pre-termine. In questo caso le cause sono attribuibili in particolar modo all’aumento dell’età gestazionale, all’incidenza di parti multipli favoriti dalle terapie per favorire la fertilità, ma anche alla maggior frequenza di induzioni al parto e cesarei pre-termine. L'Italia, con il 6,5% di parti pre-termine e 500 nati morti, si colloca al 166mo posto nella classifica mondiale. Secondo i numerosi esperti di salute neonatale che hanno stilato il Rapporto, circa tre quarti dei decessi di neonati prematuri nel mondo potrebbero essere evitati, utilizzando soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, «trattamenti prenatali con steroidi, creme antisettiche per evitare infezioni del cordone ombelicale, antibiotici e marsupi».


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