mar302011
Molte linee guida per la prevenzione delle malattie cardiovascolari non riportano chiaramente che cosa si debba monitorare e che cosa vada fatto quando un parametro clinico si modifica. È l'esito di una revisione sistematica di Ivan Moschetti, dell'università di Oxford, e colleghi, i quali hanno identificato tre fattori di rischio maggiori per malattia cardiovascolare: colesterolemia, fumo e ipertensione. Come outcome primario hanno quindi considerato la frequenza con cui le linee guida si occupavano del monitoraggio di tali fattori. Outcome secondari sono stati la completezza delle raccomandazioni del monitoraggio, definite da: che cosa monitorare, quando farlo, che cosa fare se gli obiettivi o le variabili sono disattesi, e il livello riportato (o forza) dell'evidenza. In tutto, i ricercatori hanno individuato 117 linee guida, 82 delle quali contenevano una sezione sui lipidi. Di questi ultimi documenti, il 53% non forniva informazioni o raccomandazioni specifiche su che cosa monitorare, il 51% non specificava quando ciò andava fatto, e il 64% non offriva indicazioni su come comportarsi qualora il target fosse fuori range. Con le 79 linee guida sull'ipertensione e le 65 sul fumo le cose sono andate un poco meglio, anche se nel 63% e 54% dei casi, rispettivamente, non venivano offerte raccomandazioni su che cosa dovesse essere monitorato. Infine, il numero di documenti che faceva esplicito riferimento al livello di evidenza per il monitoraggio era basso, con la maggior parte delle raccomandazioni basata su bassi livelli di evidenza. Se non ci sono prove a supporto di uno schema di controllo, sostengono gli autori, bisognerebbe sottolinearlo nella linea guida, descrivendo le nuove ricerche che potrebbero risolvere i dubbi. BMJ, 2011; 342:d1289