Politica e Sanità

feb232012

Ministero, corsa ai posti letto non è soluzione

Non è attraverso il ritorno alla corsa ai posti letto che si risolve il problema, ma si tratta di migliorare il sistema organizzativo. A sostenerlo il ministro della Salute, Renato Balduzzi, intervenuto sulla situazione sanitaria del Paese.

Non è attraverso il ritorno alla corsa ai posti letto che si risolve il problema, ma si tratta di migliorare il sistema organizzativo. A sostenerlo il ministro della Salute, Renato Balduzzi, intervenuto sulla situazione sanitaria del Paese, all’indomani dei fatti di cronaca che hanno interessato alcune strutture ospedaliere della capitale. «Si tratta di organizzare meglio i posti letto ospedalieri: dove è stato fatto, non si verificano carenze». Intervenendo poi in merito al decentramento regionale della Sanità, il Ministro ha affermato che «è una conquista del paese e non un problema. Dobbiamo fare ancora molta strada per raggiungere regole che facciano da collante al sistema». In merito alla situazione dei pronto soccorso, in particolare in riferimento a quanto avvenuto al policlinico Umberto I di Roma, è intervenuto anche il governatore del Lazio, Renata Polverini: «La Regione aveva individuato un team di medici di medicina generale come elemento di rafforzamento del pronto soccorso, ma al Policlinico non li hanno fatti lavorare. C'è stata una barriera degli stessi medici che non hanno apprezzato questo sforzo della Regione». Sulla fatti di cronaca, dai sindacati arriva la condanna per la sospensione di 90 giorni di due dirigenti medici in servizio. «I dirigenti medici» ha dichiarato Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici «non possono pagare per problemi organizzativi e per i tagli dei quali sono spesso loro stessi vittime». Poi la denuncia: «È sorprendente che i tanti medici e infermieri precari non siano presenti tra le 12 criticità rilevate dagli ispettori inviati ieri dal Ministro». «Non basterà trovare i capri espiatori» aggiunge Costantino Troise, Anaao, «per essere assolti di fronte al disastro che si sta creando ai danni del servizio sanitario pubblico». Sul dibattito interviene anche la Fimeuc: «Il problema del sovraffollamento è un fenomeno non solo italiano, ma internazionale». E tra le possibili soluzioni c’è anche il «potenziamento della rete di assistenza socio-sanitaria domiciliare, le unità territoriali di cure primarie integrate con servizi diagnostici e specialistici, l’assistenza residenziale riabilitativa in post-acuzie, l’assistenza domiciliare e residenziale per le Cure Palliative. Sarebbe necessario anche avviare la campagna nazionale informativa per il buon uso del pronto soccorso».


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