gen132011
Nei pazienti colpiti da mieloma multiplo la terapia di induzione Vtd, che prevede l'aggiunta di bortezomib al regime standard (talidomide più desametasone) prima del doppio trapianto di cellule staminali autologhe, migliora il tasso di risposte complete o quasi complete e rappresenta un nuovo standard terapeutico nei casi di malattia eleggibile al trapianto. Questa la conclusione di uno studio randomizzato di fase 3 del Gimema italian myeloma network, che comprende tra gli autori Michele Cavo e Michele Baccarani dell'Istituto di ematologia Seràgnoli, università di Bologna. In totale sono stati arruolati 480 pazienti con mieloma precedentemente non trattato: l'analisi intention-to-treat è stata condotta su 236 pazienti trattati con Vtd e 238 con talidomide più desametasone (Td). Dopo la terapia di induzione, una risposta completa o quasi completa è stata raggiunta in 73 pazienti (31%) del gruppo Vtd e in 27 pazienti (11%) del gruppo Td. Gli eventi avversi di grado 3-4 sono risultati significativamente più numerosi con Vtd rispetto a Td (56% vs 33%). Si è notata, inoltre, la comparsa più frequente di neuropatia periferica nei soggetti avviati alla terapia Vtd rispetto al regime di confronto (10% vs 2%; 23 pazienti vs 5). La risoluzione o il miglioramento della grave neuropatia periferica si sono registrati in 18 pazienti Vtd sui 23 casi osservati e in 3 pazienti Td su 5.Lancet. 2010 Dec 18; 376(9758): 2075-85http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21146205