Medicina Interna

ott82018

Zoledronato è efficace nella riduzione del rischio di frattura nelle donne con osteopenia

Le donne di almeno 65 anni con osteopenia hanno mostrato un minore rischio di fratture da fragilità quando trattate con zoledronato rispetto a placebo, secondo i risultati di uno studio presentato al meeting annuale della American Society for Bone and Mineral Research e pubblicato sul New England Journal of Medicine. «La necessità di stabilire l'efficacia del trattamento in pazienti con osteopenia è diventata più pressante, data la tendenza clinica a basare le decisioni di intervento sul rischio assoluto di frattura. Zoledronato ha caratteristiche che lo rendono interessante ai fini dell'utilizzo nelle donne con questo problema, in quanto viene somministrato per iniezione endovenosa a intervalli di un anno o più, è preferito rispetto ai bifosfonati orali dalla maggior parte delle pazienti e ha un profilo di sicurezza soddisfacente» afferma Ian Reid, della University of Auckland in Nuova Zelanda, che ha diretto il gruppo di lavoro.

I ricercatori hanno arruolato 2.000 donne che avessero almeno 65 anni e un punteggio T compreso tra -1 e -2,5 al collo dell'anca o al collo femorale. Le partecipanti sono state randomizzate a ricevere un'iniezione da 5 mg di zoledronato ogni 18 mesi per sei anni o iniezioni contenenti soluzione salina agli stessi intervalli. L'endpoint primario era il tempo trascorso fino alla prima frattura da fragilità, con una conferma mediante cartelle cliniche delle fratture auto-riferite dalle partecipanti e degli eventi che hanno richiesto il ricovero. Sono state osservate 227 fratture da fragilità in 190 donne del gruppo placebo e 131 fratture in 122 donne nel gruppo zoledronato. Nel gruppo placebo si sono verificate 276 fratture sintomatiche in 214 donne rispetto a 185 in 163 donne nel gruppo zoledronato, nel quale si sono verificate anche meno fratture vertebrali (25 fratture in 23 donne) rispetto al gruppo placebo (64 fratture in 49 donne). Sono state osservate meno fratture non vertebrali nel gruppo zoledronato (108 fratture in 101 donne) rispetto al gruppo placebo (178 fratture in 148 donne); la differenza nelle fratture dell'anca tra i gruppi non era statisticamente significativa. Come concludono gli autori, i risultati mostrano che il gruppo zoledronato mantiene un rischio inferiore di frattura da fragilità rispetto al gruppo placebo.

NEJM 2018. Doi: 10.1056/NEJMoa1808082
https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa1808082


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