Medicina Interna

ott82018

Pubblicati i primi risultati di uno studio internazionale su un nuovo vaccino antitubercolare

Un vaccino sperimentale può proteggere dalla tubercolosi polmonare (TB), secondo i risultati di uno studio di fase 2b appena pubblicato sul New England Journal of Medicine. «Principale causa di morte per malattie infettive in tutto il mondo, la tubercolosi ha causato circa 1,6 milioni di morti solo nel 2017» esordisce il primo autore dello studio Olivier Van Der Meeren, direttore ricerca clinica sui vaccini per l'HIV e la tubercolosi (TB) alla GlaxoSmithKline di Bruxelles, in Belgio, aggiungendo che secondo le stime attuali un quarto della popolazione globale ha un'infezione tubercolare latente, e di questi circa il 10% svilupperà una TB polmonare. Allo studio sul vaccino sperimentale M72/AS01E sviluppato da GSK, svolto in Kenya, Sudafrica e Zambia dove la tubercolosi è endemica, hanno preso parte oltre 3.500 adulti HIV-negativi di età compresa tra 18 e 50 anni con infezione da Mycobacterium tuberculosis latente, randomizzati a ricevere due dosi di vaccino o placebo a distanza di un mese.

Il vaccino contiene due proteine di M. tuberculosis più un adiuvante usato nell'immunizzazione contro la malaria e lo zoster ricombinante. E i dati raccolti dopo un follow-up medio di 2,3 anni indicano che la vaccinazione ha ridotto significativamente l'incidenza della tubercolosi polmonare nella coorte oggetto di studio. In sintesi, un numero significativamente più basso di pazienti nel gruppo vaccino rispetto al gruppo di controllo ha sviluppato una tubercolosi polmonare attiva, con un'efficacia stimata 54 per cento e tassi di eventi avversi gravi simili tra i gruppi. «Lo studio, ancora in corso, dimostra per la prima volta che un vaccino a subunità può ridurre significativamente l'incidenza della tubercolosi polmonare in adulti sani e HIV-negativi con infezione tubercolare latente, e che è possibile sviluppare vaccini più efficaci contro la tubercolosi» scrivono gli autori. E Barry Bloom, ricercatore dell'Harvard T.H. Chan School of Public Health a Boston, commenta in un editoriale: «Questi risultati rappresentano un importante passo avanti verso lo sviluppo di un'efficace immunizzazione contro la tubercolosi, sottolineando l'importanza delle collaborazioni internazionali, e offrendo rinnovate speranze nella lotta alla malattia»

N Engl J Med. 2018. doi: 10.1056/NEJMoa1803484
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30280651

N Engl J Med. 2018. doi: 10.1056/NEJMe1812483
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30252629
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