Medicina Interna

apr232018

L'esercizio fisico è meglio della vitamina D e del calcio per gli anziani senza osteoporosi

Gli anziani che vogliono evitare i danni derivanti dalle cadute dovrebbero fare esercizio fisico, e non affidarsi a integratori come vitamina D e calcio, secondo quanto affermano le linee guida della US Preventive Services Task Force (USPSTF), pubblicate su JAMA. Il precedente documento della task force sull'argomento, risalente al 2012, era favorevole all'assunzione di integratori contenenti vitamina D come mezzo per prevenire lesioni legate alla caduta, ma l'ultima revisione della letteratura, che ha compreso 11 studi clinici randomizzati per un totale di oltre 51.000 persone, non ha riscontrato alcun beneficio per gli anziani dall'integrazione, ma anzi ha riscontrato un aumento del rischio di calcoli renali per chi la assume. Ovviamente, questo non vale per le persone con carenza comprovata di vitamina D o con osteoporosi. Secondo i dati del 2014, il 29% degli adulti statunitensi di età pari o superiore ai 65 anni ha riferito una caduta. Quasi il 38% di questi ha avuto bisogno di cure mediche o di limitare le proprie attività per un giorno o più, e circa 33.000 persone sono morte a causa di cadute nel 2015. L'USPSTF raccomanda quindi interventi basati sull'esercizio fisico per prevenire le cadute nelle persone di 65 anni o più che sono a maggior rischio. Tali interventi possono configurarsi come lezioni individuali o di gruppo supervisionate e terapia fisica. «La nuova raccomandazione, con la sua maggiore enfasi sull'esercizio, dovrebbe rivelarsi utile prima di tutto perché gli interventi di esercizio riducono le cadute dannose. Secondariamente, il fatto di incoraggiare l'esercizio fisico può anche migliorare la salute riducendo il rischio di malattie cardiache, ictus, diabete di tipo 2, demenza e cancro» affermano in un editoriale di accompagnamento Heike Bischoff-Ferrari, della University of Zurich, in Svizzera, e colleghi. «Tuttavia, per gli anziani a maggior rischio di osteoporosi e/o con carenza di vitamina D, rimane ragionevole prendere in considerazione l'integrazione di vitamina D (800-1.000 UI/die o più), in linea con le raccomandazioni di altre società professionali come la US Endocrine Society e la National Osteoporosis Foundation» concludono gli editorialisti.

JAMA. 2018. doi: 10.1001/jama.2018.3185
https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2678622

JAMA. 2018. doi: 10.1001/jama.2018.4023
https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2678595

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