Politica e Sanità

giu42012

Medici delle scuole di formazione in Mg, nuove occupazioni e prese di posizione

Dopo Roma e Torino, tocca a Palermo, Messina e Ancona. Continuano le occupazioni degli Omceo da parte di Fimmg Formazione per protestare contro le condizioni economiche e fiscali in cui lavorano i medici delle scuole regionali di formazione in Mg

Dopo Roma e Torino, tocca a Palermo, Messina e Ancona. Continuano le occupazioni degli Omceo da parte di Fimmg Formazione per protestare contro le condizioni economiche e fiscali in cui lavorano i medici delle scuole regionali di formazione in Mg. «Stiamo lavorando con delle proposte concrete» ha detto il presidente dell’Ordine dei medici di Messina, Giacomo Caudo «per cercare di eliminare le differenze tra specializzandi e medici di Medicina generale». Nella città dello Stretto, in particolare, i medici in formazione non ricevono lo stipendio da sette mesi. «La Regione deve verificare la frequenza mensile ai corsi» ha spiegato Marcello Savasta, rappresentante di Fimmg Formazione a Messina «ma comunica con ritardo i nominativi delle persone a cui spetta l'assegno. L'Asl, a sua volta, accumula ulteriore ritardo. Così noi, che viviamo solo di questo assegno borsistico, veniamo per ultimi».
Solidarietà anche da Salvatore Amato, presidente dell'Ordine di Palermo: «È necessario che le istituzioni diano la giusta attenzione alla medicina generale, daremo il nostro contributo perché sia garantita maggiore dignità alla formazione e ai medici delle scuole maggiori garanzie sui diritti della tutela della malattia e della gravidanza». « Lanciamo una sfida alla Regione» ha aggiunto dal canto suo il segretario di Fimmg Marche, Massimo Magi «troviamo insieme i fondi per integrare la borsa di studio e porre fine a questo scandalo».
Ma sulla vicenda interviene anche lo Snami Lombardia: «Medici delle scuole di formazione in Mg e medici specializzandi» recita una nota firmata dal comitato esecuti odel sindacato regionale «sono oggi costretti a un percorso tortuoso che non permetterà loro di raggiungere l’indipendenza economica e professionale se non in età avanzata. Non si possono mortificare così intere generazioni. Lo Snami, che da sempre sostiene la dignità professionale del medico, è per la libertà nell’esercizio e nella determinazione del proprio futuro professionale: i medici, conseguita l’abilitazione, devono poter entrare nel mondo del lavoro senza alcuna limitazione o incompatibilità, se non quelle relative ai tempi della frequenza delle Scuole di specializzazione o di Formazione regionale. Il medico  deve potere fare il medico liberamente e da subito».


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